Cos’è e come chiedere il congedo paternità per insegnanti

Il congedo di paternità per gli insegnanti può essere un punto di riferimento per i neo papà che hanno bisogno di qualche giorno per accogliere un nuovo nato in casa. Come puoi ottenere i benefit di questa situazione? Ecco tutto quello che devi sapere.


Il congedo di paternità per gli insegnanti è entrato in vigore con il decreto legislativo n. 105 del 30 giugno 2022 e permette ai neo papà che sono impiegati nella pubblica istruzione di ottenere un periodo di pausa per stabilizzarsi in vista delle nuove sfide.

Cos'è e come chiedere il congedo paternità per insegnanti

Parliamo delle rivoluzioni che porta un neonato in casa. Non è solo la madre ad avere diritto a un congedo parentale dopo il parto, anche il padre può e deve essere presente.

Questa condizione sostituisce il congedo obbligatorio e quello facoltativo già introdotti dalla legge n.92 del 2012. Ma quali sono i dettagli del congedo paternità per insegnanti?

I tempi del congedo di paternità

Il congedo paternità per insegnanti è un periodo di 10 giorni che il docente può chiedere per assistere il figlio o i figli appena nati in un’ottica di ripartizione delle responsabilità tra genitori. Non solo, può facilitare l’instaurazione di un legame tra padre e bambino.

Questo periodo di tempo può essere fruito prima della nascita per un massimo di due mesi dalla presunta data del parto ed entro i 5 mesi dall’evento, non può essere frazionato a ore ma c’è l’opzione per usufruire di questo benefit in modalità non cumulativa.

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Quali eventi sono inclusi?

Il congedo di paternità per gli insegnanti è pensato per tre tipologie di eventi: parto, adozione o affidamento. Questo significa che hanno diritto al benefit diverse figure genitoriali. Inoltre, per chi ha parti gemellari è previsto un congedo doppio: 20 giorni.

Il congedo parentale per insegnanti e docenti, così come per gli altri dipendenti, è previsto anche nel caso in cui si manifesti un evento di morte perinatale. Ovvero un periodo compreso tra l’inizio della 28esima settimana di gravidanza e i primi 10 giorni di vita.

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Diritto alla retribuzione in questi casi

Questo punto è importante: durante il congedo di paternità l’insegnante ha diritto al 100% della retribuzione. Nel corso dei 12 anni di vita del figlio, ogni dipendente statale può usare un ulteriore periodi di 3 mesi di congedo parentale con una retribuzione pari al 30%.

Bisogna ricordare che il congedo di paternità per gli insegnanti è indipendente da quello materno. Ciò significa che le due condizioni sono differenti, possono chiedere entrambi i genitori la possibilità di vivere insieme i primi giorni di vita del proprio figlio.

Ci sono altri casi da elencare? I genitori hanno diritto un ulteriore periodo di congedo della durata totale di 3 mesi. In questo caso deve essere una soluzione in alternativa (ovvero uno dei genitori) sempre con il 30 per cento della retribuzione di base. In sintesi, tutti i congedi previsti negli anni sono riassunti nel sito web dell’INPS.

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Come ottenere il congedo paternità

Questo benefit che spetta a tutti i padri – sia adottivi, che in affido o naturali – che hanno un rapporto di lavoro dipendente. Quindi, nello specifico, è un diritto per:

  • Docenti.
  • Amministrativi.
  • Insegnanti.
  • Personale ATA.

Bisogna comunicare l’intenzione di ottenere questo congedo almeno 15 giorni prima e fare domanda all’INPS seguendo il servizio specifico in cui è possibile inoltrare la richiesta.

Come ottenere il congedo paternità

Il modulo per fare domanda di congedo paternità se sei un docente o un dipendente scolastico è esclusivamente online. Basta compilare i campi che vedi nella schermata per inoltrare la procedura automatizzata. Riceverai conferma del processo andato a buon fine.

Dott. Mario Gallo

Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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