Cos’è l’una tantum per i dirigenti militari e quando arriva?
L’una tantum per i dirigenti militari è un’indennità pagata una volta sola (questo il significato della locuzione latina) relativa ai trienni contrattuali 2018-2020 e 2021-2023. Questa novità per i dipendenti militari è stata recepita con decreti del Presidente della Repubblica pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025.
Questa è una buona notizia per i dipendenti di alto grado dell’universo militare: dirigenti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia possono tirare un sospiro di sollievo e incassare l’una tantum.

Questo significa che, con i decreti del Presidente della Repubblica pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 31/12/2025, arriva il riconoscimento economico per i trienni contrattuali 2018-2020 e 2021-2023.
In questo modo si chiudono le procedure amministrative necessarie per il riconoscimento delle spettanze economiche. Tra queste è inclusa l’una tantum. Di cosa si tratta esattamente? Cerchiamo di definire questo scenario indicando tutte le informazioni disponibili sull’argomento in esame.
Cos’è la misura dell’una tantum per i militari?
Con questo termine intendiamo un’indennità economica – recepita una volta, una tantum – che va a coprire anni di assenza contrattuale durante i quali il personale dirigente è rimasto in attesa di rinnovi.
Gli importi, che variano in base al grado e agli anni di servizio effettivamente prestati, rappresentano un passo importante verso l’allineamento delle condizioni economiche del personale dirigente.
Detto in altre parole, i generali e gli altri ufficiali di alto grado dell’Esercito, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, etc. non hanno avuto aumenti di stipendio per 6 anni (dal 2018 al 2023). Adesso il governo ha dato il via libera per compensare questi anni con un rimborso una tantum.
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Sarà una misura per aumentare lo stipendio?
Qui l’equivoco può sorgere e generare false prospettive per il futuro. Per sua natura e per definizione, l’una tantum destinata ai dirigenti militari non è un aumento dello stipendio mensile stabile. Quindi, nessun beneficio si ripropone negli anni futuri o influenzerà il calcolo della pensione.
Come anticipato, si tratta di un pagamento straordinario ed erogato una sola volta. L’obiettivo è quello di sostenere retroattivamente i periodi contrattuali passati senza rinnovo e relativo adeguamento delle condizioni economiche. In pratica, i dirigenti militari riceveranno una somma extra in busta paga relativa agli anni 2018-2023. Dal mese successivo, lo stipendio tornerà al suo importo ordinario.
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Come cambia l’importo che si riceve?
Grado, tempo di servizio e specializzazione: questi sono i parametri che influenzano le somme extra dell’una tantum per i dirigenti militari. Ciò significa che l’importo in busta paga non è uguale per tutti. Più si sale nella gerarchia militare, maggiore è l’importo riconosciuto: è la verticalizzazione per grado.
Il secondo elemento che incide sul calcolo dell’una tantum è il tempo di servizio: chi è andato in pensione a metà anno, o è stato assente per lunghi periodi, riceve la quota proporzionale ai mesi lavorati. Alcune specializzazioni prevedono un trattamento economico più elevato.
Quando verranno erogati gli importi?
Al momento abbiamo solo notizia del fatto che l’iter è stato avviato dopo la firma dei decreti e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale a fine 2025 (DPR 202 e 204/2025). Ancora non sappiamo quando verranno accreditate le somme che spettano ai vari dirigenti dell’ordinamento militare italiano.
Alcuni esempi di una tantum per i militari
Per avere una misura concreta del beneficio, ecco alcuni esempi concreti di quanto effettivamente verrà versato sui conti correnti dei vari gradi dirigenziali per l’intero periodo 2018-2023. Gli importi sono lordi e si riferiscono al personale che ha prestato servizio per tutti i dodici mesi di ogni anno.
| Grado | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Generale | 106,15€ | 511,09€ | 688,30€ | 735,53€ | 1.164,48€ | 1.173,28€ | 4.378,83€ |
| Colonnello | 79,88€ | 384,57€ | 517,94€ | 553,37€ | 875,88€ | 882,62€ | 3.294,26€ |
| Maggiore | 79,88€ | 384,57€ | 516,22€ | 551,63€ | 873,21€ | 879,91€ | 3.285,42€ |
La sensazione è quella di un risarcimento normativo indispensabile più che di un riconoscimento del valore professionale e delle responsabilità gestite durante gli anni di assenza contrattuale.
La polemica a margine del riconoscimento
Nonostante la buona notizia, le cifre riconosciute dopo ben sei anni di ritardo lasciano trasparire la lentezza del meccanismo di adeguamento retributivo nella pubblica amministrazione italiana. Anche il calcolo dell’importo basato sulla verticalizzazione per grado ha causato malumori, perché i dirigenti militari si aspettavano un trattamento più omogeneo soprattutto a fronte della lunga attesa.
Più in generale, ciò che si nota è l’esiguità delle somme. Anche se il totale può sembrare interessante, dobbiamo considerare che stiamo parlando di tempi biblici. Il riconoscimento economico si traduce in somme che, divise per sei anni, risultano minime. Un colonnello che ha aspettato dal 2018 ad oggi riceverà circa 3.300 euro lordi totali, che al netto delle tasse sono poco più di 2.000 euro.
Parliamo di circa 330 euro netti all’anno, meno di 30 euro al mese. Questa condizione permette di inquadrare il calcolo dell’una tantum con una luce diversa, forse meno euforica e trionfalistica. Resta sempre positivo, comunque, il riconoscimento di questa misura a favore dei militari.