Quali sono i provvedimenti disciplinari nel pubblico impiego?

Anche nel pubblico impiego, quindi tra i dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, possono esserci dei richiami ufficiali e dei provvedimenti disciplinari più o meno importanti. Queste azioni vanno dal semplice richiamo verbale, per le situazioni meno gravi, al licenziamento per gravi inadempienze. Il dipendente, ovviamente, ha sempre diritto di difendersi dopo la contestazione della condotta.


Uno dei miti che caratterizza il lavoro dei dipendenti pubblici è che non si può licenziare facilmente. In realtà non è così, tutto dipende dalla propria condotta: il licenziamento è possibile, così come sono presenti anche altre sanzioni disciplinari nel pubblico impiego che dobbiamo valutare.

sanzioni disciplinari nel pubblico impiego

Un dipendente pubblico deve sempre svolgere il lavoro nel modo migliore, rispettando i regolamenti interni e investendo tutte le risorse per portare a termine il compito. Evitando le azioni che potrebbero intralciare le attività professionali dato che ci sono diverse incompatibilità da rispettare.

Ad esempio, se il dipendente della PA svolge un’attività esterna per arrotondare lo stipendio, che entra in contrasto con quella principale, può andare incontro a una sanzione disciplinare. Cosa sappiamo su questo punto? Quali sono i principali provvedimenti che vengono messi in atto?

I riferimenti normativi dei provvedimenti

Per avere delle informazioni chiare sulle sanzioni disciplinari nella PA bisogna consultare il contratto collettivo di lavoro ma la base di partenza è il D.Lgs. 165/2001 o testo unico del pubblico impiego che dà una panoramica chiara di queste indicazioni. Nello specifico, abbiamo l’articolo 55 dedicato proprio alle sanzioni disciplinari e alle responsabilità del dipendente pubblico che sottolinea un punto:

“Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, individua l’ufficio competente per i procedimenti disciplinari. Tale ufficio, su segnalazione del capo della struttura in cui il dipendente lavora, contesta l’addebito al dipendente medesimo, istruisce il procedimento disciplinare e applica la sanzione”.

Quindi, possiamo dire che questo decreto legislativo definisce delle regole di massima anche rispetto alle procedure per contestare eventuali provvedimenti ingiusti. Ma le singole sanzioni sono sempre da verificare in base ai contratti di lavoro e alle regole interne dei singoli uffici della PA.

Da leggere: differenza tra dipendente pubblico e statale

Quali sono le principali sanzioni disciplinari?

Nel momento in cui un dipendente non rispetta le regole dell’ufficio può andare incontro a una serie di ripercussioni che variano in base alla gravità dell’azione o della mancanza. L’entità del provvedimento deve essere proporzionata tenendo conto della recidiva e del grado di colpa del dipendente.

Al livello più basso troviamo il rimprovero verbale per lievi mancanze ai doveri d’ufficio, seguito dal rimprovero scritto. Salendo di grado, si passa alla multa che comporta una trattenuta sullo stipendio fino a un massimo di quattro ore, e alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, che può variare da pochi giorni fino a un massimo di sei mesi per infrazioni gravi.

SanzioneGravitàDescrizione
Rimprovero verbaleLievePer mancanze minori.
Rimprovero scrittoLieve/MediaNota ufficiale inserita nel fascicolo personale.
MultaMediaTrattenuta sullo stipendio (massimo 4 ore).
Sospensione dal servizioGraveSospensione dal lavoro e dallo stipendio (fino a 6 mesi).
Licenziamento con preavvisoMolto GraveInterruzione del rapporto per gravi inadempienze.
Licenziamento senza preavvisoEstremaPer fatti talmente gravi da non consentire la prosecuzione del rapporto (es. falsa attestazione in servizio).

All’apice delle possibili sanzioni disciplinari si colloca il licenziamento, che può essere con preavviso per gravi e reiterate inadempienze o senza preavviso. Questo per condotte così gravi da rompere istantaneamente il vincolo di fiducia, come la falsa attestazione della presenza o reati contro la PA.

Come si procede con il provvedimento?

L’amministrazione deve seguire un iter ben preciso per le sanzioni più importanti, pena l’annullamento con relativo ricorso. Il primo passo è la contestazione dell’addebito in cui l’ufficio competente comunica al dipendente l’infrazione rilevata ma sempre entro 20 giorni dalla notizia del fatto.

“Il D.Lgs. 150/2009 stabilisce che nel caso di procedimento disciplinare di competenza del responsabile con qualifica dirigenziale l’addebito deve essere contestato senza indugio e comunque non oltre venti giorni e che con la medesima comunicazione il dipendente viene convocato per contraddittorio a sua difesa con un preavviso di almeno dieci giorni”.

Il lavoratore ha il diritto di essere sentito, presentare memorie scritte e farsi assistere da un avvocato o un rappresentante sindacale. Poi l’amministrazione valuta le prove e le giustificazioni. Il procedimento si chiude con l’archiviazione o l’irrogazione della sanzione.

PRESTITO SU MISURA

PER DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI

Simulazione gratuita in 1 minuto

    *campi obbligatori

     
    Dichiaro di aver letto l'informativa trattamento dati personali con riferimento al servizio richiesto.
    Dichiaro di prestare consenso al trattamento dati personali al fine di ricevere informazioni sui prodotti offerti.

    Come evitare le sanzioni disciplinari

    Nel pubblico impiego, così come in ogni altro contesto, esistono delle regole da rispettare per assicurare a tutti che ci sia il massimo profitto dalle proprie attività professionali. Venire meno a questi obblighi, che vengono regolamentati dal contratto di lavoro, ti espone alle sanzioni disciplinari.

    Vale a dire, delle ripercussioni che l’amministrazione applica ai propri dipendenti quando questi violano i doveri d’ufficio, il codice di comportamento o gli obblighi concordati in precedenza. Ad esempio, un dipendente che raggiunge l’ufficio sempre in ritardo può subire un provvedimento. Ma questo è solo un esempio, le regole principali sono contenute nel D.P.R. 62/2013 e includono il divieto di:

    • Chiedere o accettare regali da soggetti che possano trarre benefici.
    • Partecipare a decisioni o attività che coinvolgano interessi propri.
    • Seguire comportamenti che possano nuocere al decoro dell’amministrazione.

    Le nuove norme suggeriscono di fare attenzione anche sui social: le opinioni personali non devono mai essere attribuibili all’amministrazione, ledere la reputazione dell’ente o violare il segreto d’ufficio.

    Per evitare le sanzioni e i provvedimenti, quindi, appare logico che la soluzione migliore è quella di rispettare le indicazioni lasciate nei regolamenti interni. Se però vieni accusato ingiustamente e ti viene attribuito un provvedimento ingiusto puoi sempre fare ricorso e reagire a una decisione errata.

    Da leggere: liquidazione dei lavoratori statali con il prestito INPS

    Come contestare la sanzione disciplinare

    Prima di iniziare, assicurati che tutto sia stato fatto a norma: la contestazione è arrivata entro i termini previsti? L’ufficio che ha proposto la sanzione era competente? C’erano i dettagli nell’accusa o si tratta di una sanzione basata su fatti estremamente generici? Tutto questo è importante.

    Una volta ricevuta la contestazione, la prima regola è non rispondere mai d’impulso perché rischi di peggiorare la situazione anche se hai ragione. Ci sono 10 giorni per inviare memorie scritte, documenti e osservazioni per contestare le accuse. Inoltre, hai la possibilità di presentarti davanti all’Ufficio Procedimenti Disciplinari, assistito se serve da un avvocato o da un rappresentante sindacale.

    Questo è ciò che puoi fare prima che la sanzione diventi definitiva. Se invece vuoi contestare un’azione ormai entrata in vigore devi rivolgerti alla magistratura ordinaria con un avvocato specializzato per sfruttare vizi di forma o di merito, ma puoi procedere anche per la sproporzionalità della sanzione.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
    Categories
    categoria: Notizie per dipendenti pubblici