Docenti: pensione anticipata a 60 anni con il riscatto della laurea a 900 euro

C’è un disegno di legge in Senato che prevede la possibilità per docenti e, più in generale, il personale del comparto istruzione e ricerca, di ottenere una buona agevolazione per chi desidera riscattare gli anni di laurea e anticipare la pensione.


Si tratta di una soluzione che potrebbe interessare molti dipendenti della Pubblica Istruzione, in primo luogo professori e docenti: effettuare un riscatto degli anni di laurea con una somma irrisoria rispetto agli standard attuali per altre figure professionali. Nello specifico, parliamo di 900 euro all’anno.

Riscatto laurea docenti

La cifra appare interessante se consideriamo che, di solito, parliamo di cifre che oscillano intorno ai 6.000 euro all’anno. Questa opzione è ancora in fase di discussione nelle aule della politica italiana ma potrebbe essere una buona idea per chi ambisce a lasciare l’insegnamento in anticipo. Bisogna fare attenzione, però, alle simulazioni reali e alle condizioni imposte a chi sceglie questa strada.

Il disegno di legge presentato al Senato

Per capire meglio i contorni di questa opzione dobbiamo approfondire l’iter legislativo. Il 5 marzo 2025 la senatrice Bucalo di Fratelli d’Italia presenta un nuovo Disegno di Legge (n. S-1413/2025) che ha l’obiettivo di intervenire sull’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 per semplificare il riscatto laurea dei docenti, quindi per il personale in servizio nel comparto istruzione e ricerca.

Come si legge anche nel testo ufficiale, lo scopo di questa proposta è quella in primo luogo di spingere più persone a riscattare gli anni di laurea pagando di propria mano i contributi. Ma alla base c’è la necessità di agevolare il famoso turnover, ridurre il rischio di burnout in aula e accelerare sul ricambio generazionale nel settore dell’istruzione. Un tema sempre presente nelle agende politiche.

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A chi è rivolta questa misura agevolata?

Chiariamo che per ora si tratta solo di una proposta, e che non c’è nulla di confermato. Poi, questa misura dovrebbe essere dedicata solo a chi opera nel settore dell’istruzione.

Il DDL che stiamo commentando è rivolto solo al personale che ha iniziato a versare contributi dal primo gennaio 1996 in poi, rientrando a pieno titolo nel sistema contributivo. Sono esclusi dalla misura chi ha versato i contributi prima del 1996, rientrando nel sistema misto o retributivo.

Cosa cambia con il nuovo riscatto della laurea

Il disegno di legge presentato dalla senatrice Carmela Bucalo in forza a Fratelli d’Italia ha l’obiettivo
di migliorare l’accesso al riscatto agevolato della laurea del personale di istruzione e ricerca. Quali sono le effettive novità rispetto alla situazione precedente? Come anticipato, il risparmio è imponente.

“L’articolo 1 al comma 1 modifica l’aliquota di computo introdotta dall’articolo 20, comma 6, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 per il personale del comparto istruzione e ricerca, riducendola al 5 per cento”.

Ad oggi, il costo da sostenere è pari a 6.076,95 euro per un solo anno di corso di studi universitari (dati INPS). Per un corso di 5 anni, quindi, si superano i 30.000 euro. Non una cifra per tutti, anche se si vuole rateizzare l’importo (massimo 120 rate per 10 anni) resta una spesa notevole sul bilancio.

Con questa proposta, invece, si potrebbero pagare solo rate annuali di 900 euro che per un percorso di 5 anni permettono di chiudere la pratica con 4.500 euro. Un risparmio importante, non ci sono dubbi.

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    Quali sono i punti negativi del nuovo riscatto?

    A prima vista potrebbe sembrare una buona occasione: andare in pensione prima versando una percentuale minima di contributi. Il rovescio della medaglia è chiaro: avendo versato un’aliquota ridotta al 5%, i contributi sono inferiori e la pensione raggiungibile a 60 anni sarà più bassa.

    Quindi, è vero che puoi anticipare di molto (5 anni) il momento della pensione e goderti il meritato riposo. Ma sarà importante fare delle simulazioni per evitare brutte sorprese. Secondo le previsioni e i calcoli su la Repubblica parliamo di una pensione light con meno 200 euro al mese. Che per 20 anni – ipotizziamo da 60 a 80 anni – possono raggiungere quasi 50.000 euro di mancato incasso.

    Conviene questo riscatto laurea per docenti?

    Il riscatto agevolato degli anni di laurea per i docenti è una soluzione per andare in pensione prima, a 60 anni. Ma se non lavori nella scuola, per ora, non ti riguarda. E forse non ti interesserebbe neanche se consideri che il risparmio iniziale potrebbe costare oltre 40.000 euro negli anni della pensione.

    A chi conviene? Di sicuro ai docenti e al personale scolastico che sente il peso degli anni lavorativi e che magari ha problemi di salute e può contare su una pensione integrativa organizzata negli anni. Chi ha altre fonti di reddito – come risparmi o immobili in affitto – può procedere con serenità. Nel caso, si può sempre chiedere una cessione del quinto della pensione che può aiutare se serve liquidità extra.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti