Come funziona la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) per andare in pensione prima
Lo sai che con la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) puoi andare in pensione con diversi anni di anticipo? Ma per ottenere questi benefici devi conoscere i confini e le caratteristiche di questo fondo che permette di anticipare il momento in cui si può chiudere il capitolo lavorativo senza stress.
In molti casi si sente parlare di rendita integrativa temporanea anticipata per permettere ai dipendenti di andare in pensione in anticipo, prima di raggiungere i tempi stabiliti dalla legge. In realtà bisogna ricordare che questi fondi pensione non sono per tutti ma solo per determinate categorie.

Il concetto da tener presente è quello di esodati. Ovvero persone che hanno perso il lavoro in età avanzata, a ridosso dell’eta del pensionamento, ma che ancora non hanno maturato l’età giusta e i contributi per poter incassare il cedolino pensionistico. In questa situazione può essere utile il fondo RITA. Ovvero l’acronimo di rendita integrativa temporanea anticipata. Approfondiamo l’argomento.
Cos’è la rendita integrativa anticipata?
Si tratta di un fondo pensione che può fornire, oltre a un’integrazione del proprio cedolino pensionistico, uno strumento per migliorare le proprie opzioni di pensionamento anticipato in caso di bisogno. Queste soluzioni di risparmio possono diventare uno strumento utile non solo per arricchire il capitale che viene erogato una volta che si va in pensione, ma ti può aiutare in caso di difficoltà.
Può capitare che l’azienda decida di mettere in cassa integrazione i dipendenti e che magari perdi il posto di lavoro pochi anni prima della pensione. Oltre a essere un danno per il bilancio familiare, questa condizione diventa difficile da sostenere: è difficile rientrare nel mercato a età avanzata.
Con questa forma di previdenza complementare, invece, se ti trovi a pochi anni dal traguardo (quindi dall’età pensionabile) puoi chiedere in anticipo questi soldi per crearti un vero e proprio ponte. O meglio, un paracadute che ti consente di arrivare a destinazione senza particolari sofferenze.
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Come funziona il fondo RITA?
Ci possono essere banche o finanziarie che offrono servizi del genere, ogni società ha le sue caratteristiche. In linea di massima, però, si articola come un qualsiasi fondo pensione: per un certo periodo di tempo viene prelevata una quota da destinare a questa opzione di risparmio.
Nel momento in cui si raggiunge l’età pensionabile, si può attingere alle varie quote in modo da avere una possibilità economica superiore e trascorrere una pensione serena. Ma se per caso si incappa in una condizione in cui mancano pochi anni all’età pensionabile, si può attingere alla rendita integrativa.
In alcuni casi, è possibile anche non prelevare l’intero importo ma solo una parte in modo da mantenere il restante capitale in deposito. E usarlo solo nel momento in cui si va in pensione.
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I requisiti per la rendita integrativa?
Non tutti possono accedere liberamente ai benefici dei fondi RITA. Ci sono delle regole da seguire e rispettare che vengono delineate anche dalla commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). Il lavoratore che ha versato il fondo pensionistico utile per la rendita integrativa deve aver:
- Cessato l’attività lavorativa.
- Diritto alla pensione entro 5 anni.
- Almeno 20 anni di contribuzione.
- Almeno 5 anni di previdenza complementare.
In sintesi, non puoi chiedere la rendita integrativa temporanea anticipata 20 anni prima di andare in pensione. In realtà puoi chiederla con 10 anni di anticipo se si registra una cessazione dell’attività lavorativa per un periodo superiore a 24 mesi. Queste formule si applicano a tutti i lavoratori, pubblici e privati. Basta aver aderito a una forma di previdenza complementare a contribuzione definita.
Come si calcola la rendita integrativa?
Tutto dipende da quanto hai accumulato nel corso degli anni. Ad esempio, se hai un fondo pensione con rendita integrativa RITA di 150.000 euro e perdi il lavoro a 65 anni pur dovendo andare in pensione a 67, puoi decidere di destinare 1/3 al supporto dei due anni che ti restano per concludere.
Quindi avrai 2.000 euro circa per 24 mesi. Il resto sarà a tua disposizione per integrare il cedolino pensionistico. Questo è il calcolo semplificato che ti spiega quanto puoi riscattare prima della pensione. Però bisogna considerare anche la tassazione che in parte diminuisce il totale.
Quante tasse si pagano sulla RITA?
Purtroppo questo investimento sul futuro della pensione non è esentasse ma ha un regime agevolato rispetto alle altre aliquote IRPEF: il 15%. In più ci sono altre agevolazioni di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, per un massimo di 6 punti sul totale.
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Conviene una rendita integrativa?
Considerato che in alcuni settori l’età del pensionamento aumenta sempre di più, passando da 65 a 67 anni, avere un paracadute che ti assicuri una pensione serena può essere una buona idea. Considerato che ci sono dei benefici fiscali importanti, può essere una buona idea investire in questi fondi.
Bisogna aggiungere, però, che spesso sono scelte da chi ha una situazione economica che consente di versare una quota capitale mensile. Un po’ come avviene con una cessione del quinto dello stipendio.