Scuola: registro elettronico e SPID, cosa cambia per studenti e genitori?

Il DDL Semplificazioni (Legge n. 182/2025) ha introdotto l’obbligo di utilizzare l’identità digitale per i servizi scolastici. Quindi, le credenziali rilasciate dagli uffici scolastici non sono più utili allo scopo. Inoltre, le uniche persone che hanno diritto ad accedere al registro scolastico sono i genitori o chi veste questo ruolo.


Chi ha qualche anno in più ricorderà sicuramente il registro cartaceo del professore come riferimento per i genitori e per gli alunni. Oggi non è più così: c’è il registro elettronico che fa da indicatore e può essere consultato attraverso lo SPID. O magari con la CIE (Carta d’Identità Elettronica).

Registro elettronico e Spid: cosa cambia per studenti e genitori?

Già con il registro elettronico c’erano state delle novità importanti per i genitori. Questo strumento è stato introdotto dal Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (noto come Decreto Spending Review), convertito poi nella Legge 135/2012. È una piattaforma online che ha sostituito i vecchi registri cartacei per permettere ai genitori di monitorare il rendimento dei figli senza aspettare i colloqui.

La vera adozione totale del registro elettronico è avvenuta nel 2020 con la pandemia di COVID-19. La necessità della Didattica a Distanza (DaD) ha trasformato questo software nell’unico strumento per mantenere il contatto tra docenti e studenti, rendendolo di fatto indispensabile e universale. E adesso per accedere a questo strumento sarà necessario lo SPID o la Carta d’Identità Elettronica.

Addio alle vecchie password

La prima novità introdotta dalla Legge n. 182/2025: le tradizionali credenziali basate su username e password fornite dalle scuole non saranno più valide. Come ricorda anche il sito Agendadigitale.eu, questa misura è direttamente collegata alla necessità di aumentare la sicurezza dei portali digitali scolastici. Non tutti possono accedere al Registro Elettronico, ora è necessario utilizzare:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica)

Questa misura permette di allineare la scuola al resto della Pubblica Amministrazione, garantendo una sicurezza elevata nel trattamento di dati sensibili come voti, assenze e note disciplinari.

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Quali sono i tempi attuativi?

Entro il primo settembre 2026 tutte le scuole dovranno abbandonare il vecchio sistema basato sulle password personalizzate e passare a sistemi di accesso basati su CIE e SPID. Entro questa data, anche tutto il personale scolastico dovrà consultare i registri con credenziali ufficiali.

La novità per le Scuole Medie

Questo passaggio, ovvero la necessità di utilizzare SPID o CIE per accedere al registro elettronico, interferisce direttamente con la possibilità di monitorare i dati per gli alunni delle scuole medie. In questo caso, l’accesso al registro sarà riservato esclusivamente ai genitori o ai tutori legali.

Gli studenti delle medie non avranno più le proprie credenziali per entrare nel registro. La norma punta a centralizzare la responsabilità educativa nelle mani della famiglia per i più piccoli. Gli studenti delle scuole superiori (secondarie di secondo grado), invece, mantengono il loro accesso tramite SPID e CIE.

Dopo i 14 anni, infatti, il controllo può avvenire anche da parte dello studente sul proprio smartphone. Il Ministero – attraverso questa circolare ufficiale – ha raccomandato ai docenti di assicurarsi che gli alunni trascrivano i compiti sul diario cartaceo. Il registro non può più essere l’unico luogo dove comunicare i compiti, dato che i ragazzi sotto i 14 anni non hanno più l’accesso diretto e autonomo.

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    Cosa cambia per i docenti?

    In primo luogo ci sarà maggior praticità d’uso. Lo SPID diventa l’unica chiave d’accesso per diversi servizi, con un solo account si entra ovunque: sul registro, sul portale NoiPA, nelle istanze online.

    E poi c’è il discorso sulla sicurezza da rinforzare: prima, l’uso di una password – spesso debole o salvata sui PC dell’aula – rendeva il sistema vulnerabile a contestazioni. L’accesso con SPID/CIE garantisce l’identità certa di chi firma il registro. Questo blinda il valore legale dei voti e delle note inserite.

    Così si protegge il docente da eventuali ricorsi che mettano in dubbio chi abbia effettivamente inserito un dato. L’autenticazione a due fattori (codice OTP o notifica sull’app dello smartphone) impedisce che uno studente o un estraneo che intercetta la password possa curiosare nei dati della classe.

    Vantaggi e svantaggi della soluzione

    Di sicuro, il vincolo dello SPID o della CIE per accedere al registro elettronico degli studenti ha diverse implicazioni sia tra i vantaggi che tra gli svantaggi. Se vogliamo considerare prima gli aspetti positivi, dobbiamo prendere in considerazione la sicurezza: c’è una protezione totale contro il furto di identità e (rispetto al lavoro svolto dai docenti) le modifiche non autorizzate ai voti degli alunni.

    Inoltre, c’è un aspetto pratico interessante: i genitori con figli in scuole diverse useranno un’unica password per tutti ma c’è anche il tema del Digital Divide a far alzare qualche sopracciglio: infatti, si registrano difficoltà per le famiglie che non hanno dimestichezza con gli strumenti di identità digitale.

    Se sei un genitore e non riesci più a entrare, controlla sul sito della scuola di tuo figlio: troverai quasi certamente una circolare con le istruzioni specifiche per il passaggio al nuovo sistema.

    Il registro elettronico sarà a pagamento?

    Ecco, questo è uno dei punti che viene indicato come stigma nei confronti dell’attuazione dello SPID per consultare il registro elettronico degli alunni. Chi ha lo SPID potrebbe ritrovarsi a dover pagare per continuare a utilizzare l’identità digitale perché alcuni fornitori hanno deciso di far pagare il servizio.

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    Ad esempio, SPID Aruba ID Personale è gratis per il primo anno e ha un costo al rinnovo di 4,90 € +IVA/anno (6 euro in totale). Stesso costo anche per InfoCert: 4,90 € +IVA all’anno, più costi di attivazione che vanno dai 19,90 euro + IVA per il video riconoscimento fino all’uso della firma digitale. Sono esenti dal pagamento i minorenni, i cittadini con almeno 75 anni e i residenti all’estero.

    Quindi, non dobbiamo far passare il concetto che il registro elettronico scolastico sarà a pagamento: è lo SPID che diventa un servizio da pagare. In alternativa, si può sempre utilizzare la CIE. Ovvero la carta d’identità elettronica che può essere utilizzata per accedere a tutti i servizi statali.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti