Quanto viene pagato il docente durante una gita scolastica?
Non esiste un vero e proprio compenso extra per gli insegnanti che decidono di accompagnare gli alunni in una gita scolastica. Questo è un problema perché le responsabilità sono tante e mal pagate: il rifiuto è all’ordine del giorno.
La verità è semplice ma anche difficile da accettare: spesso, la remunerazione dei docenti durante le gite scolastiche non è sufficiente. Almeno rispetto alle responsabilità e ai rischi che si corrono.

Non è difficile immaginare che in queste circostanze, con intere scolaresche eccitate dall’evento straordinario, sia necessario avere un extra sulla paga giornaliera che percepisce un professore, un docente o un insegnante di qualsiasi scuola. Soprattutto per quelle gite più impegnative.
In realtà si parla anche di questo: si fanno meno gite rispetto al passato, in parte per la grande burocrazia che si accumula e pesa sulle spalle degli organizzatori; in parte per i rischi che corrono i docenti che percepiscono un compenso irrisorio rispetto alle responsabilità che sostengono.
Ore aggiuntive non di insegnamento
Il punto per capire quanto guadagnano i docenti durante le gite scolastiche: bisogna inquadrare l’argomento. E dal punto di vista normativo la questione è sconfortante perché non esiste una voce specifica dedicata ai viaggi d’istruzione. Per i docenti sono solo ore aggiuntive non di insegnamento. Che sono considerate differenti da quelle che vengono definite come ore eccedenti all’insegnamento.
Quest’ultime sono rivolte sempre all’offerta formativa mentre le ore aggiuntive riguardano scelte volontarie per portare a termine progetti, corsi di recupero, potenziamento e tutto quello che arricchisce l’offerta formativa. Sono attività extra orario retribuite per il personale scolastico. Quindi, un terreno difficile da inquadrare dove i possibili compensi possono evolversi in modi non codificati.
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il comparto scuola non dà dei riferimenti chiari e apre alla possibilità di riconoscere una indennità per i docenti da stabilirsi a livello d’istituto. In sintesi: non esiste alcun meccanismo di pagamento automatico per la partecipazione alle gite scolastiche.
Da leggere: quanto guadagna un insegnante di sostegno
L’inizio dei problemi: diaria soppressa
Il vero problema per i docenti che decidono di accompagnare gli alunni in gita riguarda la soppressione della diaria. Con l’entrata in vigore della legge del 23 dicembre 2005, vale a dire la numero 266, è stata eliminata la diaria. Vale a dire l’indennità di trasferta sul territorio nazionale per i docenti in gita.
Questa opzione era già prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 513/1978. La cancellazione della diaria apre le porte a una condizione di incertezza, dove a livello contrattuale abbiamo una paga di 19,25 euro per ogni ora funzionale all’insegnamento oltre le 40 + 40 ore da contratto. Ma nella realtà ogni istituto può prevedere una soluzione e a volte si sfiora il rimborso spese.
Come vengono pagati i docenti in gita?
Il pagamento delle ore trascorse in viaggio d’istruzione – retribuzioni aggiuntive per le gite – avviene attraverso il FIS, Fondo per le Istituzioni Scolastiche che è parte del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Ma non esiste una regola ben definita rispetto alla remunerazione.
Ogni istituto è libero di affrontare l’argomento come desidera. Come ci ricorda anche tecnicadellascuola.it, ai docenti non spetta alcun compenso aggiuntivo specifico per le gite.
E se da un lato si parla di aumento dello stipendio per i docenti, dall’altro abbiamo un vuoto normativo che abbraccia una serie di attività come quelle relative alle gite e ai viaggi d’istruzione.
PRESTITO SU MISURA
PER DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI
Simulazione gratuita in 1 minuto
Il risultato: nessuno vuole andare in gita
Questo vale per i docenti che non solo hanno degli incentivi economici bassi ma devono gestire anche una serie di responsabilità importanti. In primo luogo per quanto riguarda la responsabilità. La difficoltà nell’organizzare gite lunghe e all’estero riguarda il fatto che i docenti devono svolgere una sorta di volontariato nella scuola pubblica. Con il rischio di dover affrontare delle ripercussioni:
- Civili.
- Amministrative.
- Penali.
Sono oneri che vanno ben oltre il compito dell’insegnante che deve essere accompagnatore e primo tutore dei ragazzi e delle ragazze. Il docente deve prendersi cura della sicurezza e dell’incolumità degli studenti con vigilanza continua e gestione delle emergenze, relazionando famiglie e dirigenti.
È chiaro che questa situazione diventa spesso insostenibile soprattutto alla luce del principio di culpa in vigilando: ai sensi dell’articolo 2048 del Codice Civile, la responsabilità dei danni causati dagli allievi in gita ricade sul docente. A meno che egli non riesca a dimostrare di non aver potuto impedire il fatto.
Per approfondire: stipendio per le supplenze dei docenti
Quali novità per le gite scolastiche?
Sappiamo che le gite scolastiche non sono un obbligo per i docenti, restano un evento facoltativo e per questo diventa sempre più difficile intercettare insegnanti disposti a farsi carico delle responsabilità. Responsabilità che, tra l’altro, aumentano e non vengono ricompensate degnamente.
A Bolzano i professori boicottano le gite per ottenere il riconoscimento dell’impegno e delle responsabilità legate alle attività extrascolastiche (fonte Il Corriere dell’Alto Adige). Forse da qui può partire una riflessione sul fatto che non si può chiedere a un docente di sostenere grandi responsabilità solo per accompagnare gli alunni in un evento importante ma anche rischioso.