Cosa sono e quanto vengono pagate le ore eccedenti dei docenti?
Per calcolare le ore eccedenti dei docenti bisogna prendere in considerazione una serie di parametri come quelli relativi al tipo di attività svolta, la scuola di riferimento, da quanti anni si insegna. Il calcolo è piuttosto articolato.
Ci sono diverse tipologie di ore eccedenti dei docenti nella scuola pubblica italiana. Ad esempio, si parla di sostituzione dei colleghi assenti, che può avvenire in modo del tutto occasionale, o di copertura dell’organico per coprire delle assenze strutturali per periodi più lunghi. Ma prima di accettare qualsiasi incarico, si dovrebbe conoscere l’importo dovuto per le ore eccedenti dei docenti in aula.

Quindi, bisogna capire quanto viene retribuito il professore, la professoressa o qualsiasi altra figura che appartiene al corpo docenti nel momento in cui accetta la possibilità di sostenere delle ore aggiuntive nel momento in cui viene fatta richiesta dall’istituto. Quali sono i parametri e le tabelle da rispettare? Quanto guadagna un professore o un’insegnante accettando le ore aggiuntive?
Quanto vengono pagate le ore eccedenti?
Il compenso per le ore eccedenti dei docenti in Italia dipende da alcuni fattori che possono influenzare il totale. Come, ad esempio, attività, anzianità e stipendio di partenza, grado della scuola e contratto.
Le ore per sostituire colleghi assenti hanno un compenso fisso stabilito dal CCNL e dai vari decreti ministeriali. Il pagamento è calcolato come frazione dello stipendio tabellare mensile lordo (fonte dati).
| Ordine di scuola | Proporzione |
|---|---|
| Scuola infanzia | 1/90 dello stipendio. |
| Scuola primaria | 1/87 dello stipendio. |
| Secondaria di I e II grado | 1/65 dello stipendio. |
| Scuole professionali | 1/78 dello stipendio. |
Per le ore eccedenti al completamento cattedra abbiamo € 38,50 per ogni ora di insegnamento aggiuntiva al servizio curricolare e € 19,25 per ogni ora al di fuori delle ore da contratto.
Ora sappiamo quanto pagano a ora per le ore eccedenti ai docenti. Possiamo sapere anche quando vengono versati questi extra? A fine o durante l’anno scolastico: le ore fisse, che riguardano l’intera durata del percorso scolastico, si pagano fino al 31 agosto, quelle delle supplenze fino al 30 giugno.
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Cosa sono le ore eccedenti per i docenti?
Il concetto è piuttosto semplice ma è giusto definirlo: le ore eccedenti dei docenti e degli insegnanti nella scuola pubblica italiana sono quel periodo temporale che il professionista svolge oltre quello che è previsto dal suo calendario scolastico. Le motivazioni che portano il docente a fare ore eccedenti?
Possono essere diverse. In alcuni casi si tratta di sostituire un docente assente in via del tutto eccezionale, in altri invece si utilizzano le ore eccedenti del docente per arricchire l’offerta formativa negli istituti. Passando dalle 18 ore obbligatorie di insegnamento a 24 (per un totale di 6 ore) nel caso in cui ci riferiamo agli insegnanti della scuola secondaria. Vale a dire le medie e le superiori.
Quindi, si può chiedere a un docente di effettuare ore eccedenti su cattedra per coprire delle carenze in modo continuativo per tutto l’anno, o in sostituzione per un docente in malattia. Possono essere considerate ore eccedenti anche quelle per effettuare attività aggiuntive e corsi di potenziamento.
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Differenza con ore aggiuntive d’insegnamento
A questo punto sarà chiaro un punto: c’è una differenza tra ore eccedenti e aggiuntive d’insegnamento. Qual è il punto da sottolineare? Sono istituti giuridici differenti: le ore eccedenti sono quelle che il docente effettua per sostituire un docente malato/assente o per completare l’offerta.
Le ore aggiuntive, invece, riguardano l’insegnamento che il docente svolge in più rispetto alla normale attività didattica per progetti, corsi di recupero, potenziamento, ampliamento dell’offerta formativa. Per semplificare, ecco una tabella che spiega le differenze tra ore eccedenti e aggiuntive dei docenti.
Ore aggiuntive
- Riguardano esigenze didattiche non continuative.
- Durano fino a 6 ore settimanali di attività aggiuntive.
- I versamenti non incidono sui contributi/pensione.
- Retribuite con fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Ore eccedenti
- Attività strutturate e svolte oltre l’orario obbligatorio.
- Le ore possono essere computate ai fini pensionistici.
- Assegnate per l’intero anno o fino a quando serve.
- Fino a 24 ore settimanali complessive (+ 6).
Quindi, per sintetizzare, le ore aggiuntive riguardano progetti didattici che implementano l’offerta formativa mentre quelle eccedenti rientrano nell’attività didattica base per sopperire alle carenze.
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Quante ore eccedenti può fare un docente?
Come anticipato nelle sezioni precedenti, le ore extra che il docente effettua possono essere considerate in base alla sostituzione di un collega o per completare l’offerta formativa della cattedra. Oppure – e qui andiamo nel campo delle ore aggiuntive – per attività particolari di approfondimento.
Ed è chiaro, quindi, che devono esserci dei limiti ben definiti per evitare che si accumulino troppi impegni per il docente. Le ore seguite al posto di un collega temporaneamente assente hanno un limite massimo di 6 ore settimanali oltre l’orario d’obbligo. Esempio concreto: un docente della secondaria che ha 18 ore d’obbligo può arrivare fino a 24 ore totali. Vale a dire 18 + 6.
Per le ore eccedenti dedicate al completamento dell’orario della cattedra il limite è uguale ma si deve considerare l’impegno per l’intero anno. Ore per progetti o attività aggiuntive come PON non rientrano nel conteggio delle 6 ore settimanali ma bisogna considerare il giusto equilibrio con gli altri impegni.