Come funziona la malattia per i militari?
Chi presta servizio nei corpi militari dello Stato – ad esempio nell’esercito o in aeronautica – ha diritto a dei periodi di malattia che devono essere comunicati ai superiori per non prendere servizio. Il tutto viene definito dal Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare.
Il periodo di malattia per i militari è un diritto per chi presta servizio in uno dei corpi definiti dal nostro ordinamento. Questo significa che, come avviene per qualsiasi altro dipendente statale o del settore privato, se non si è al massimo delle proprie possibilità è possibile chiedere un periodo di riposo.

Tutto questo, però, deve essere contestualizzato e delineato intorno alle procedure per comunicare al comando lo stato di malattia. E la relativa impossibilità di essere presente al proprio posto, il tutto senza rischiare sanzioni disciplinari che sono sempre un rischio per chi non segue la procedura.
Il testo unico per i militari (TUOM)
Prima di spiegare nel dettaglio come chiedere una pausa per motivi di salute ai superiori è giusto ricordare qual è il testo ufficiale che regola questi passaggi. I periodi di malattia per chi presta servizio nei corpi dell’esercito, della marina e dell’aeronautica trovano una linea guida nel Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (noto anche come TUOM).
In questo documento ci sono tutte le indicazioni che consentono al militare di ottenere i permessi necessari per riprendersi e rimettersi in forza. Ma ci sono indicazioni su come procedere rispetto al certificato medico, all’inizio del periodo di malattia e alla comunicazione finale per riprendere servizio.
In questo documento troviamo anche le linee guida per trasmettere i documenti relativi allo stato di salute. In modo da certificare e confermare i motivi dell’assenza agli organi di controllo preposti.
Informare subito il superiore diretto
Il periodo di malattia per i militari inizia con un passaggio chiave definito dall’articolo 748 del D.P.R. n. 90 del già citato TUOM. In questo snodo si racchiudono le regole fondamentali di questo tema.
“Il militare presente al corpo o ente, impedito per malattia a prestare servizio, deve informare prontamente il superiore diretto e, in relazione alla carica rivestita, chi è destinato a sostituirlo”.
Quindi, per chi lavora nell’ambito militare e ha la necessità di chiedere un periodo di malattia c’è una prima regola da seguire: deve comunicare rapidamente questa sua condizione al superiore prossimo ma anche a chi deve prendere il suo posto durante l’indisponibilità. La celerità della comunicazione ufficiale rispetto all’assenza per malattia riguarda il ritorno in servizio una volta terminata la degenza.
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Comunicare il certificato medico
Oltre all’invio della richiesta di malattia e sostituzione, il militare che ha bisogno di una pausa dal servizio per questioni di salute deve inviare, al superiore diretto e nel minor tempo possibile, il certificato medico con la prognosi. Gli obblighi non finiscono qui: bisogna comunicare il certificato con prognosi e diagnosi all’organo della sanità militare preposto. Questo per portare a termine le funzioni previste dall’articolo 181 del Decreto legislativo n. 66 del 2010 “Codice dell’ordinamento militare”.
Il cosiddetto COM si occupa di tutto ciò che riguarda l’istituzione e le funzioni del Servizio sanitario militare, il quale vigila sulla salute dei dipendenti ma anche sull’idoneità psico-fisica ad attività connesse a detenzione o uso delle armi, connotate da rischio o controindicazioni all’impiego.
Quindi, tutto ciò significa che l’attenzione nei confronti del pieno recupero del militare deve essere alta perché parliamo di persone che hanno il dovere di maneggiare strumenti (ovvero armi) potenzialmente letali. Quindi si esige massima efficienza e recupero dopo lo stato di malessere.
Quanti giorni mi spettano per malattia?
In caso di problemi che lo rendono inadatto allo svolgimento dei suoi compiti, il militare ha diritto a 45 giorni di licenza straordinaria. Superati questi periodi, il soggetto rimane in aspettativa per infermità. La durata complessiva è di 2 anni, un tesoretto che matura nel corso di un quinquennio.
Come ricorda il sindacato SIAM, il fine settimana che segue la malattia non è considerato come periodo straordinario ma è esente dal computo dei giorni presi per prendersi cura della propria salute.
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Come inviare i tuoi certificati medici
È stato anticipato: la consegna dei documenti che attestano le condizioni di salute (compresi i passaggi relativi a diagnosi e prognosi) è un passaggio fondamentale. Ciò deve avvenire via PEC:
“Il militare che si assenta per motivi di salute trasmette senza ritardo, con posta elettronica certificata e previa protezione degli allegati, secondo le modalità definite dal Comando generale del Corpo, la certificazione di malattia”.
Questo secondo la Gazzetta Ufficiale. Il testo riporta indicazioni precise anche nel momento in cui non sia possibile inviare la posta elettronica certificata. Il militare che si assenta per motivi di salute deve mandare, senza ritardo, i certificati previsti in un’unica busta chiusa indirizzata al comandante di riferimento. Sul plico deve essere riportata la dicitura “Contiene dati personali concernenti lo stato di salute”. La comunicazione deve essere inviata al servizio sanitario con la sola prognosi.
In quest’ultimo caso, però, deve esserci un’indicazione leggermente diversa: “Contiene dati personali concernenti lo stato di salute e riservati al solo personale del Servizio sanitario autorizzato”.
