Pensioni minime sempre più basse e con aumenti ridotti

Le pensioni minime in Italia sono una forma di integrazione economica statale per assicurare un reddito ai pensionati con assegni previdenziali particolarmente bassi. Le somme della pensione minima si adeguano di anno in anno e gli aumenti, spesso, non sono adeguati alle reali necessità della popolazione.


Chi accede alle pensioni minime, di solito, ha una situazione economica particolare. Nello specifico, questa forma di sostentamento riguarda tutti i cittadini italiani che percepiscono un reddito pensionistico inferiore alla soglia minima di sostentamento. Che varia ogni anno.

Pensioni minime: cosa sono e a quanto ammontano

Se non si raggiunge questo importo, in base a quanto definito dalla legge n. 638 dell’11 novembre 1983, l’INPS integra il reddito. Tutto questo a prescindere dall’anzianità contributiva e dal tipo di pensione. Il contributo, inoltre, riguarda tutti i trattamenti previdenziali con poche eccezioni.

C’è da aggiungere, però, che tutti gli anni nella manovra finanziaria vengono definiti i parametri per accedere alla pensione minima e gli aggiustamenti per far fronte all’inflazione e all’aumento del costo della vita. Ed è qui che spesso le aspettative dei pensionati italiani vengono disattese.

Adeguamenti e aumenti delle pensioni

Andiamo subito al sodo e definiamo quali sono gli adeguamenti delle pensioni minime previste nel decreto del ministero dell’Economia e del Lavoro, pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Secondo il Corriere della Sera, Redazione Economia, gli aggiusti sono ridotti: l’aumento delle pensioni sarà di 1,8 euro a gennaio. Passando così da 598,61 euro lordi mensili a 603,40. Non molto.

Per effetto di una maggiorazione extra del 2,7% l’importo effettivo della minima attuale è di 614,77 euro. Così l’importo effettivo sarà di 616,67 euro. Vale a dire 1,80 euro in più, un aumento dello 0,3%.

Di sicuro stiamo parlando di una quota poco incisiva. E che non soddisfa le esigenze reali e che è addirittura inferiore a quello di 3 euro ipotizzato nel testo della Manovra inviato alla Camera.

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A chi spettano le pensioni minime

Questo contributo che, ripetiamolo, interessa i pensionati non in grado di raggiungere il reddito pari o superiore alla soglia di sostentamento è universale. Ovvero, può essere percepito da tutti i pensionati a prescindere dal tipo di trattamento. Quindi vengono incluse pensioni anticipate e reversibilità.

Anche le pensioni ai superstiti sono interessate da questa possibile integrazione. Restano escluse le pensioni calcolate al 100% con il sistema contributivo. Con eccezione per l’Opzione donna.

Bisogna considerare anche il reddito personale e quello coniugale, ovvero tutti quelli interessati dall’IRPEF ma escluse pensioni di guerra, rendite INAIL, TFR, arretrati dal lavoro, rendite dalla casa in cui si vive e pensioni di invalidità civile. Se il primo supera di due volte il trattamento minimo annuo, e il secondo di quattro volte, non sarà possibile percepire la pensione minima dell’ordinamento italiano.

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Pensione minima senza contributi

In Italia è prevista la possibilità di ottenere una pensione minima anche per casalinghe e chi non ha versato contributi nel tempo. Ricordiamolo, la pensione si basa sul principio che il lavoratore contrattualizzato aggiunge quote della sua retribuzione a fondi istituzionalizzati.

Come, ad esempio l’ENPAP per gli psicologi, l’ENPAM per i medici, la Cassa Forense per gli avvocati o la gestione separata INPS per gli autonomi. Chi non ha avuto contratti stabili non ha versato le quote per la pensione, quindi lo Stato per evitare l’aumento delle difficoltà economiche e sociali propone una pensione minima anche a chi non ha versato contributi nel tempo. Comprese le figure che nel tempo si sono occupate della casa o della famiglia grazie al Fondo per Casalinghe e Casalinghi.

In questo caso è necessario il versamento dei contributi, per l’assegno sociale non c’è questa necessità. Infatti, con quello che un tempo era la pensione sociale i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia possono ottenere 534,41 euro (ad oggi) per 13 mensilità. I requisiti vengono verificati annualmente in modo da essere sicuri di poter versare gli importi a chi ne ha veramente bisogno.

Rivalutazione delle pensioni minime 2026

Sul sito dell’UIL pensionati si fanno i calcoli anche per il 2026. Nello specifico, questo percorso di rivalutazione porterà un aumento degli assegni pensionistici che per il prossimo anno si attesta a 1,27 euro al mese, circa 4 centesimi al giorno in più. Sempre troppo poco per poter incidere veramente.

Dott. Silvio Parisella

Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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