Vantaggi della pensione integrativa: cos’è e cosa sapere?

La pensione integrativa, o complementare, è una somma di denaro extra che viene consegnata a chi va in pensione. Per ottenere un tenore di vita adeguato, quando si chiudono i rapporti lavorativi e non si percepisce più lo stipendio, ovviamente, bisogna sottoscrivere un contratto con un fondo esterno.


Oggi, siamo tutti concentrati su quando si va in pensione e come raggiungere l’età giusta per poter (finalmente) chiudere i conti con il proprio lavoro per godere di un meritato riposo. Che può essere tale, però, solo con una buona pensione integrativa al proprio fianco. Spesso quella ordinaria non basta.

Vantaggi della pensione integrativa: cos'è e cosa sapere?

Proprio così. Molti pensionati lamentano l’insufficienza del proprio importo mensile. Come ricorda la Confcommercio Ascom di Pordenone, i pensionati sono sempre più poveri e devono adeguarsi a importi ridotti per poter lasciare il lavoro. Con aumenti e adeguamenti al costo della vita minimi.

Grazie alla rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) puoi andare in pensione qualche anno prima. Ma se vuoi adeguare l’importo che ottieni con il cedolino pensionistico alle spese quotidiane, che non sono poche, conviene pensare alla pensione integrativa. Sai di cosa si tratta?

Cos’è la pensione integrativa, definizione

Con questo termine intendiamo un importo mensile che viene versato sul conto corrente per aumentare il totale che percepiamo ogni 30 giorni una volta raggiunta l’età pensionabile.

In realtà, è importante ricordare che questo è il risultato della pensione integrativa: stiamo parlando di un prodotto finanziario che sottoscriviamo presso un istituto autorizzato come una banca.

In questo modo creiamo un sistema di previdenza complementare che si aggiunge alla pensione pubblica obbligatoria per garantire un tenore di vita più adeguato durante la terza età.

Da leggere: come funziona la 14esima durante la pensione?

Perché serve una pensione integrativa?

La pensione integrativa può essere definita come uno dei pilastri che sostiene l’individuo una volta raggiunta la pensione: gli altri sono il risparmio individuale e la pensione pubblica. Che però è sempre meno adatta a sostenere le esigenze della popolazione. Infatti, sappiamo con certezza che le pensioni sono sempre più basse, nello specifico non aumentano a sufficienza rispetto al costo della vita.

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    Come funziona la previdenza complementare

    Il meccanismo è piuttosto semplice: le banche o gli istituti finanziari propongono delle soluzioni che tu puoi accettare dopo aver letto e firmato un contratto con dei vincoli ben precisi.

    Alla base c’è il sistema della capitalizzazione che possiamo descrivere facilmente, a grandi linee. Ogni mese puoi prevedere un prelievo di contributi che vengono investiti sui mercati finanziari: non puoi prelevare in anticipo la somma. A meno che non ci siano delle esigenze specifiche.

    Le regole sono molto restrittive: si possono fare prelievi anticipati per spese importanti come acquisto casa, spese mediche, periodi di disoccupazione. In alternativa, puoi sempre chiedere un prestito personale o una cessione del quinto da utilizzare per restyling casa o finanziamenti auto.

    Il montante finale dipende dall’andamento degli investimenti. Ovviamente, si predilige un profilo di bassissimo rischio per garantire quantomeno la restituzione della somma finale.

    Alla fine del periodo prestabilito, ovvero quando si va in pensione, il capitale accumulato, insieme agli interessi, vengono erogati con quote mensili. Come un secondo cedolino pensionistico. In alcuni casi, è possibile chiedere anche la restituzione in anticipo di somme particolarmente elevate.

    Come sottoscrivere un piano pensionistico?

    Controlla se il contratto di lavoro che hai firmato indichi delle soluzioni agevolate. Potresti usufruire di fondi pensione negoziali specifici per la categoria. Questi sono la scelta più conveniente perché il datore di lavoro contribuisce e hanno costi più bassi anche grazie alla contrattazione collettiva.

    Se questa strada non è percorribile puoi valutare fondi pensione aperti promossi da banche, assicurazioni, SGR (Società di Gestione del Risparmio). Valuta le performance, i dettagli del contratto, gli obblighi, le capacità operative dei prodotti e le opportunità ma anche i servizi aggiuntivi.

    Insieme a un consulente puoi decidere quanto contribuire in termini di percentuale dello stipendio e quale rischio scegliere. I documenti necessari sono pochi: documento d’identità, codice fiscale, documentazione reddituale e, ovviamente, modulo di adesione compilato con contratto firmato.

    L’adesione di solito è immediata. Puoi versare contributi ricorrenti come quote mensili o trimestrali ma anche somme extra (ad esempio quelle di un’eventuale eredità) o il TFR/TFS. Se non hai praticità con queste condizioni puoi iniziare con piccoli importi e aumentare i contributi in seguito.

    Da leggere: 5 vantaggi della cessione del quinto per la pensione

    Quali sono vantaggi e svantaggi?

    La pensione integrativa offre diversi vantaggi fiscali, come la deducibilità dei contributi dal reddito imponibile anche se possiamo investire fino a 5.164 euro annui. Come si comportano i dipendenti?

    L’importo tipico varia dal 2% al 10% dello stipendio lordo ma ci possono essere anche dei contributi versati dal datore di lavoro: tutto dipende dal Contratto Nazionale firmato. Inoltre, abbiamo una tassazione agevolata del 20% sui rendimenti rispetto al 26% di altri investimenti (fonte dati).

    Quindi, possiamo dire che siamo particolarmente agevolati se vogliamo sottoscrivere un piano pensionistico integrativo. Certo, ci sono anche dei punti a sfavore per chi decide di operare in questa direzione. Ad esempio, togli una fetta di liquidità importante dallo stipendio. E non puoi prelevare i soldi che hai versato a meno che non ci siano delle esigenze ben definite e stabilite dal contratto.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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