I militari possono usare i social network? E come? Possono esprimere opinioni personali?
La risposta è positiva: i militari italiani possono utilizzare piattaforme social ma non senza il rispetto di regole più stringenti rispetto al comune cittadino. Chi presta servizio è soggetto a vincoli specifici perché l’uso dei social è regolato da un incrocio di norme legislative statali e direttive interne delle Forze Armate.
Uno dei dubbi principali per chi presta servizio nell’Arma dei Carabinieri e, più in generale, fa parte delle Forze Armate italiane: i militari possono utilizzare i social network come Facebook e WhatsApp? Se sì, in che modo? Hanno dei vincoli particolari o possono iscriversi come tutte le altre persone?

In realtà non c’è un divieto, anzi: la libertà individuale di poter comunicare con i propri cari, con gli amici e con il resto del mondo è tutelata. Quello che bisogna ricordare sempre è che un militare, anche se iscritto sui social network, resta un rappresentante dello Stato. Quindi, ha determinati vincoli.
I militari hanno libertà di espressione
Il punto di partenza per inquadrare l’uso dei social network per i militari è il Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010). Nello specifico, l’articolo 1472 di questo documento ci suggerisce che:
“I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.
Cosa possiamo dedurre da questo passaggio? Semplice, una persona che appartiene a un ordinamento militare dello Stato italiano può esprimere le proprie opinioni a meno che non si tratti di una comunicazione riservata. Quindi, che concerne il proprio lavoro negli uffici militari.
Anche perché l’art. 713 dedicato ai doveri propri dei militari impone al personale attivo di astenersi dal compiere atti che possano nuocere al prestigio delle Forze Armate, anche fuori dal servizio.
I militari possono avere profili social personali ma questi articoli indicano un confine ben preciso: puoi esserci e puoi pubblicare dei contenuti personali ma non elementi che possono ledere l’immagine dell’istituzione. E, ovviamente, resta attivo il divieto di fare propaganda politica sui social.
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I militari possono usare i social e WhatsApp?
Sì, i militari possono utilizzare social network come Facebook, X (ex Twitter) e LinkedIn. Così come possono avere un profilo pubblico sui forum, sulle piattaforme di user generated content come:
- Tripadvisor.
- Reddit.
- Quora.
E ancora, possono usare le app di messaggistica privata come WhatsApp e Messenger. Ciò che non possono fare è utilizzare queste piattaforme in modo superficiale e lesivo per l’istituzione che servono. Secondo l’articolo 732 del regolamento di disciplina militare c’è un contegno da mantenere.
Ad esempio, il militare non dovrebbe compiere azioni indecorose e pronunciare imprecazioni, parole e discorsi non dignitosi. Inoltre è invitato a mantenere, anche nella vita privata, una condotta seria.
Ad esempio, senza ricorrere allo scritto anonimo e usando modi cortesi con i cittadini. Tutto questo viene traslato e riportato anche nel comportamento online. Per dare una risposta alla domanda: sì, i militari possono usare social e app di messaggistica mantenendo però il regolamento disciplinare.
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Limiti e sanzioni all’uso dei social per i militari
Ci sono dei passaggi da considerare quando si considera l’uso dei social network nell’ambito militare. Il primo: ci sono delle sanzioni importanti per un comportamento non consono, che riguardano anche il vilipendio allo Stato o alle istituzioni se un militare pubblica contenuti inadeguati.
Ma bisogna anche considerare un aspetto decisivo: bisogna dimostrare il nesso effettivo tra la condotta e il danno all’immagine. In questi ambiti, la verifica delle opinioni pubblicate sui social network non è controllo dell’opinione, ma un presidio contro gli abusi. Solo quando la parola diventa lesiva, e non semplicemente scomoda, può giustificarsi l’intervento sanzionatorio (Il Sole 24 Ore).
Quindi, il concetto fondamentale è che c’è sicuramente un vincolo da rispettare per esternazioni che potrebbero essere lesive verso lo Stato, i colleghi e qualsiasi altro cittadino. Ma questi vincoli non devono cadere nella repressione e nell’obliterazione delle pubbliche opinioni, seppur scomode.
Un esempio: foto sui social con la divisa
Uno dei classici dubbi dei militari che vogliono sapere come comportarsi sui social: posso utilizzare foto profilo – e più in generale, posso pubblicare foto online – con la divisa ufficiale? Qui la risposta è piuttosto sfumata: se è chiaro che comportamenti irrispettosi verso lo Stato o terzi possono essere sanzionati dalle istituzioni militari, si sviluppa un dubbio rispetto al possibile sfoggio della divisa.
L’articolo 720, comma 2, lett. b, d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 vieta al militare l’uso dell’uniforme nello svolgimento delle attività private. Quindi, come ci ricorda questo comunicato della Giustizia Amministrativa, il militare che ha utilizzato la messaggistica WhatsApp, con propria fotografia in divisa, per fatti privati può essere sanzionabile. Poi dipende dal tipo di uso, ma il principio resta.