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Motivi e opportunità per i medici che vanno all’estero e lasciano l’Italia

Ci sono sempre più casi di medici che decidono di prestare le proprie competenze in altri paesi, in vista di stipendi più alti e contratti di lavoro stabili rispetto a quelli italiani che prevedono una continua condizione di instabilità e precarietà.


Sappiamo che in Italia c’è carenza di medici, preferiscono lavorare all’estero. I dati OCSE, sintetizzati in questo articolo di MSD Salute, sono chiari: ci sono più di 15.000 infermieri e quasi 22.000 medici che preferiscono lavorare oltre i confini nazionali. Questo fino al 2022, ultimi dati disponibili.

Motivi e opportunità per i medici che vanno all'estero e lasciano l'Italia

Se consideriamo il quadro generale, la situazione è ancora più grave. Infatti, sempre secondo l’articolo citato, la grande fuga dei medici e degli infermieri conta 180.000 casi negli ultimi 20 anni. Una vera e propria emorragia di professionisti. Quali sono i motivi? Dove emigrano i medici italiani e perché?

Le mete preferite per lavorare all’estero

I medici e gli infermieri che decidono di lasciare l’Italia, in molti casi, preferiscono l’Europa. Anche perché così è più semplice mantenere i rapporti con le famiglie e non ci sono molti problemi in termini di visti e permessi dato che ci troviamo nella Comunità Europea con una serie di regole condivise.

I medici all’estero sono propensi a lavorare in Germania, in Belgio e in Francia che ospita fino a 1.700 professionisti italiani l’anno. Quote leggermente minori i primi due stati, intorno alle 1.000 unità. Sono poche, però, se consideriamo che una grande fetta dei medici emigranti vanno in paesi extra UE:

  • Regno Unito.
  • Israele.
  • Svizzera.

Negli ultimi periodi c’è una forte richiesta di medici italiani (e non solo) da parte dei paesi arabi. Mete come Dubai, Abu Dhabi e Doha – o più in generale Emirati, Arabia Saudita e Qatar che hanno grandi ambizioni – possono diventare un’ottima alternativa alla soluzione europea.

Per approfondire: anticipo della pensione per medici di famiglia e pediatri

Quanti medici lasciano l’Italia?

In UK arrivano circa 3.100 medici e infermieri l’anno se consideriamo il post pandemia ma il picco è stato registrato nel 2015 con quasi 5.000 professionisti che hanno preferito la sanità del Regno Unito a quella della Repubblica Italiana. Negli Stati Uniti abbiamo una gran quantità di medici italiani e non è l’unico paese extraeuropeo: anche in Canada e in Nuova Zelanda si registrano presenze.

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    Perché i medici italiani scappano?

    Sostanzialmente abbiamo tre grandi motivi che portano molti professionisti del settore medico a lasciare il Servizio Sanitario Italiano: stipendi bassi, carichi di lavoro elevati e al limite del tracollo e anni di blocco del turnover con assenza di pensionamento e ricambio generazionale. Quindi con posti di potere occupati e che non si liberano mai, lasciando medici e infermieri in un limbo di attese infinite.

    Per avere un’idea della differenza basta leggere le parole di Antonio Magi, segretario del Sumai Assoprof, che intervistato da Il Messaggero definisce un quadro chiaro e senza possibilità di errore:

    “Se si confronta la remunerazione media di uno specialista del Regno Unito con quella di uno italiano, convertite in dollari americani, notiamo che la prima è di 155.767 dollari, la seconda di 61.130″. Ben 94.637 dollari annui di differenza. In Belgio e in Germania la situazione è ancora più allettante: 167.348 dollari per la prima e di 166.989 dollari per la seconda”.

    Stiamo parlando di stipendi importanti e che fanno la differenza con quelli italiani. Ma non è solo una questione economica. Spesso i medici italiani scappano all’estero perché in questi paesi c’è una maggior gratificazione, il professionista ha tutele superiori e una stabilità differente rispetto all’Italia.

    Quali sono i medici all’estero più richiesti?

    Le figure professionali più ambite da questi paesi sono quelle con un alto livello di specializzazione come ad esempio i medici nucleari, quelli con esperienza in radioterapia e chiaramente i chirurghi. Ma c’è necessità anche di infermieri con competenze e figure specifiche come fisioterapisti e osteopati. L’importante è avere una specializzazione e una buona gestione della lingua inglese.

    Da leggere: definizione di operatore socio-sanitario

    Lavorare come medici all’estero: in che modo?

    Di sicuro può essere un’idea riuscire a prendere contatti con la clinica o l’ospedale che ha fatto l’offerta per stabilire i tempi, gli importi e le richieste del contratto. La vera sfida sarà quella di riorganizzare la propria esistenza e magari organizzare un trasloco per cambiare completamente vita.

    Bisogna trovare un’abitazione, acquistare un’auto, arredare: in alcuni casi questo percorso è impegnativo dal punto di vista economico. Ecco, può essere una buona idea chiedere un prestito per medici convenzionati o dei finanziamenti per infermieri specializzati e con contratto di lavoro stabile.

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    Sempre meglio pianificare il trasloco in altri paesi per un cambio di professione con una liquidità importante alle spalle. Noi siamo specializzati nel prestito per i dipendenti pubblici e statali, anche per il personale sanitario che lavora nelle ASL e negli ospedali per il Servizio Sanitario Pubblico.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per i medici
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