Vantaggi e svantaggi dell’intelligenza artificiale in classe: ecco le linee guida

La presenza dei vari strumenti basati su LLM a scuola è un dato di fatto. Ci sono delle regole ufficiali da rispettare ma anche dei pro e dei contro dall’introduzione dell’intelligenza artificiale a scuola. Di sicuro non possiamo lasciare che questo strumento, l’AI, venga ignorato e lasciato senza una gestione virtuosa.


L’intelligenza artificiale a scuola è una realtà: impossibile ignorare la rivoluzione che si sta sviluppando. E che in parte è già attiva. In pochi mesi tutto è cambiato e ancora si sta evolvendo. Gli strumenti basati su LLM – Large Language Model, modello linguistico di grandi dimensioni – come ChatGPT e Gemini sono entrati nel nostro uso quotidiano. E anche nelle classi scolastiche, come è giusto che sia.

Intelligenza artificiale a scuola

Infatti, è impossibile bloccare il cambiamento. Una tecnologia come quella dell’intelligenza artificiale generativa, che ti permette di automatizzare compiti e risolvere problemi con un semplice prompt testuale o visuale, diventa un valido alleato in aula. Ma può anche trasformarsi in un freno importante se strumenti come Claude.ai o il già citato ChatGPT vengono utilizzati solo come scorciatoia.

Quindi, come integrare l’intelligenza artificiale a scuola? Quali sono i punti che un docente dovrebbe conoscere e gestire per accogliere con le dovute cautele l’intelligenza artificiale a scuola? Ci sono dei limiti, dei divieti o delle occasioni da cogliere? Ecco lo scenario commentato con pro e contro.

Le linee guida ufficiali del Ministero

Proprio il Ministero dell’istruzione e del merito ha pubblicato un documento ufficiale nel quale si affrontano i temi collegati alla scuola che si interfaccia con i vari LLM. Il titolo del white paper si concentra sull’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche italiane.

Molto importanti sono i principi di riferimento che dovrebbero guidare l’introduzione dell’AI nei percorsi scolastici. L’idea è quella di avere sempre il pieno controllo delle dinamiche che si susseguono. Nello specifico, tutto inizia dal mettere al centro la persona e non la tecnologia. Il passaggio chiave:

“L’adozione dell’IA nelle scuole deve essere guidata da un approccio antropocentrico che metta al centro il pieno sviluppo della persona umana, la dignità e il benessere di tutti gli attori coinvolti, garantendo il ruolo centrale e insostituibile dell’uomo nel governo dei sistemi di IA”.

Altro nodo fondamentale: l’IA nell’ambito scolastico deve promuovere un’innovazione etica e responsabile. Questo significa che l’uso di strumenti come ChatGPT e Claude deve essere trasparente e consapevole, in modo da promuovere la crescita personale e l’acquisizione di competenze.

Un nodo, quest’ultimo, che è sempre sotto la lente d’ingrandimento dato che spesso l’intelligenza artificiale viene vista – soprattutto dai detrattori – come una scorciatoia e non come risorsa.

Quali sono i requisiti etici dell’AI a scuola?

Per accogliere le tecnologie dell’intelligenza artificiale nelle aule degli istituti scolastici italiani, il Ministero propone la definizione di alcuni requisiti etici che non devono venire mai meno. Certo, anche gli aspetti tecnologici e quelli della sostenibilità economica sono centrali. Ma bisogna sempre puntare l’attenzione sulla relazione tra IA e sviluppo etico delle competenze per gli alunni in aula.

In sintesi, il punto è sempre rivolto all’intervento umano che deve guidare l’attività svolta dai tool sia in relazione alla didattica che alla gestione interna dei processi scolastici. L’uso di ChatGPT o Gemini, solo per fare un esempio, deve essere monitorato e strutturato in tutte le situazioni in modo da delineare:

  • Anomalie.
  • Errori.
  • Discriminazioni.

Il compito del dirigente scolastico, supportato dal personale dedicato a questo compito, deve essere quello di guida nell’utilizzo consapevole di soluzioni basate sui Large Language Model. Ma anche nel monitoraggio dei processi e in caso di intervento nel momento in cui si verificano delle anomalie.

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    I concetti di trasparenza e spiegabilità

    Altro tema per gestire l’AI nella scuola: c’è bisogno della massima trasparenza nel momento in cui si utilizza l’intelligenza artificiale in aula. I tecnici del Ministero, riprendendo sempre la fonte ufficiale, sono consapevoli del fatto che i modelli linguistici di grandi dimensioni non sono sempre affidabili.

    Anzi, questi tool producono output in modo apparentemente sicuro e autorevole ma spesso producono errori: sono le famose allucinazioni dell’AI. I risultati sono basati su informazioni errate, e chi li condivide senza verifica corre il rischio di diffondere falsi riferimenti a discapito della qualità del contenuto generale. Ecco perché ogni attività deve essere gestita in modo da limitare i coni d’ombra.

    Nel comprendere se è possibile o meno usare l’intelligenza artificiale a scuola dobbiamo comprendere che molto viene deciso dalle circolari interne. Come suggerisce Il Fatto Quotidiano, infatti, sono i dirigenti scolastici ad avere in mano la situazione. Alcuni limitano, ad esempio, l’uso dell’AI per i compiti in cui è richiesta una valutazione ma incentivano l’adozione a casa e per aiutare a studiare.

    Intelligenza artificiale a scuola: pro e contro

    L’AI può dare tanto allo studente e ai professori. In primo luogo, consente di personalizzare l’apprendimento trasformandosi in un tutor che si adatta a ogni studente. C’è chi procede velocemente, chi ha bisogno di più tempo, e l’intelligenza artificiale può adattarsi con semplicità.

    Poi c’è il feedback immediato che ti permette di comprendere senza timore dove si sbaglia: fai un esercizio, lo fai correggere all’AI e sai subito dov’è l’errore, non devi aspettare che l’insegnante corregga 25 compiti. Poi ci sono strumenti di sintesi vocale, traduzione automatica e supporto per studenti con DSA. Ancora un motivo per accogliere l’AI a scuola: prepara gli studenti al mondo reale.

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    Gli aspetti negativi? Si perde l’abitudine al ragionamento e al pensiero critico. Se gli studenti si abituano a chiedere tutto a ChatGPT, il rischio è quello di mettere da parte il ragionamento. Cercare soluzioni, sbagliare e riprovare: tutto questo fa parte del percorso educativo che viene meno con l’AI.

    Così come manca anche la parte in cui lo studente deve individuare un errore e correggere ciò che viene dato per buono. L’AI ti propone una soluzione già pronta ed è fin troppo comodo accettarla. Ecco perché l’introduzione dell’intelligenza artificiale a scuola deve avvenire con la massima attenzione.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti