Cos’è e quando spetta l’indennità di trasferta
L’indennità di trasferta è un compenso aggiuntivo allo stipendio che viene riconosciuto al lavoratore quando svolge la propria attività lavorativa. Questo avviene perché l’operato viene svolto in un luogo diverso dalla sede abituale.
L’indennità di trasferta è un compenso aggiuntivo che i dipendenti del settore pubblico e privato hanno la possibilità di osservare nella busta paga in determinate circostanze. Tutto si ritrova intorno a un concetto specifico: svolgere delle attività operative in una sede diversa dal posto abituale.

Ci sono diverse soluzioni per ottenere l’indennità di trasferta e l’eventualità viene definita dal Contratto di Lavoro Nazionale. Lo scopo è quello di rimborsare il lavoratore per eventuali spese di viaggio, vitto e alloggio più un’indennità integrativa per lo stress e il disagio percepito.
Cos’è l’indennità di trasferta o missione?
Primo punto da chiarire: indennità di trasferta o missione sono sinonimi. Ma qual è la definizione specifica? Con questo termine intendiamo una somma di retribuzione straordinaria che il lavoratore percepisce come sostegno per essere stato operativo in una sede di lavoro differente.
Si differenzia da altre soluzioni, tipo il trasferimento, per il suo carattere momentaneo o transitorio. Questo significa che non c’è una necessità o un obbligo di rimanere sempre in una nuova sede. L’indennità non riguarda un aumento dello stipendio costante come avviene per una promozione.
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Quante tipologie di indennità abbiamo?
Ci sono diversi tipi di rimborso per la missione professionale. Il primo modello è forfettario, quindi si definisce un importo fisso; il secondo è legato al rimborso di spese ben documentate. Quindi, nel primo caso abbiamo una diaria e nel secondo un rimborso analitico basato sulle note di spesa.
Dobbiamo ricordare che esiste anche il rimborso spese misto o ibrido che unisce la procedura d’indennità a piè di lista o analitica con quella a forfait. Cosa significa esattamente? Semplice, una parte delle spese vengono sostenute presentando delle ricevute, altre con un importo standard.
Qual è la differenza reale con la diaria?
A differenza dell’indennità di trasferta, questo concetto indica una somma fissa giornaliera concessa per la permanenza dell’operatore fuori sede, indipendentemente dalle spese sostenute dal singolo. In sintesi, l’indennità di trasferta riguarda le spese effettive mentre la diaria è un rimborso fisso e riconosciuto solo per il fatto di essere fuori dall’ufficio e non nel proprio spazio di lavoro.
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Importo e calcolo dell’indennità di trasferta
I parametri del calcolo di un’eventuale indennità di trasferta sono definiti dal contratto di lavoro nazionale di riferimento per il lavoratore. Ci possono essere delle condizioni più o meno vantaggiose, come l’attivazione dell’indennità solo se lo spostamento supera una certa distanza.
In altri casi, invece, si può indennizzare anche il tempo necessario per raggiungere la nuova (e temporanea) sede di lavoro. Quindi, tutto dipende dal tipo di contratto che è stato firmato.
Ad esempio, nel settore pubblico possiamo parlare di indennità di amministrazione per Ministeri, Agenzie Fiscali, CNEL o l’indennità di ente a seconda dell’ufficio di appartenenza.
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Come funziona la tassazione dell’indennità
Iniziamo a definire le somme esenti in base al meccanismo forfettario. L’indennità di trasferta non è soggetta a tassazione fino a 46,48 Euro al giorno e 77,47 Euro per l’estero. Le somme che eccedono vengono tassate. Esempio: per un lavoro in Italia in cui spendo 70 Euro, solo 23.52 Euro sono tassati.
Chi riceve il rimborso delle spese sostenute per vitto, alloggio e trasporto dietro presentazione delle ricevute non è soggetto a tassazione perché si tratta di una restituzione di costi sostenuti. Se c’è anche un’indennità giornaliera, questa è esente fino a 15,49 Euro in Italia e 25,82 Euro per l’estero.
Ultima ipotesi: modalità mista. Come si muove la tassazione? L’azienda rimborsa vitto o alloggio e riconosce un’indennità giornaliera esente fino a 30,99 Euro o 51,65 Euro per l’estero, ma l’eccedenza è tassata. Queste sono le regole da seguire quando si analizzano le imposte sull’indennità di trasferta.