Docenti: è possibile il sostegno senza titolo TFA?

Con la ben nota specializzazione TFA, l’insegnante di sostegno acquisisce a pieno titolo la possibilità di prestare servizio nelle scuole e acquisire il posto di lavoro a tempo indeterminato. Senza questo passaggio, l’insegnante senza titolo di studio adeguato può effettuare solo ore di supplenza per riempire eventuali vuoti.


Partiamo da questo presupposto: nel sistema scolastico italiano, la richiesta di docenti di sostegno anche senza titolo supera regolarmente il numero di professionisti specializzati disponibili. Ecco perché anche chi non ha terminato il percorso di studio può insegnare e prestare servizio nelle scuole.

Docenti di sostegno senza titolo

C’è da aggiungere che il limite tra chi ha il titolo di studio e chi no, o sta terminando il percorso, è sostanziale. Infatti, ogni anno migliaia di cattedre vengono assegnate a docenti non specializzati per garantire il diritto allo studio. Ma per chi non ha il TFA, le nomine sono a tempo determinato.

Questo punto rappresenta, chiaramente, un limite importante alla carriera evolutiva del docente e un invito a prestare la massima attenzione per conseguire questo titolo di specializzazione.

Cos’è il TFA per gli insegnanti di sostegno

Iniziamo dalle basi. Chi vuole diventare un insegnante di sostegno a tempo indeterminato, quindi con contratto stabile, deve terminare il TFA Sostegno, acronimo di tirocinio formativo attivo.

Questo è il percorso universitario di specializzazione per diventare docenti di sostegno di ruolo. Il riferimento normativo d’eccellenza per approfondire questo percorso è il D.M. 249/2010.

Si tratta di un passaggio obbligatorio per acquisire le competenze necessarie a chi vuole diventare insegnante di sostegno a pieno titolo nelle scuole dell’infanzia, in quelle primaria e secondaria.

Sia di primo che di secondo grado. D’altro canto, per interagire ed essere d’aiuto con alunni che presentano condizioni particolari servono specifiche competenze pedagogiche, didattiche e psicologiche. Che magari i docenti di sostegno senza titolo ancora non hanno acquisito.

Da leggere: come fare domanda per cambiare ruolo o cattedra?

Posso fare supplenze senza titolo?

La risposta è semplice: sì, è possibile ma con diverse limitazioni. Come anticipato, solo chi ha il titolo TFA può partecipare ai concorsi riservati per i posti a tempo indeterminato e finalizzati al ruolo. Inoltre, con la certificazione si accede alla prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze.

Questo permette al candidato o alla candidata di garantirsi una precedenza importante nell’assegnazione delle supplenze annuali anche per assunzioni dirette a tempo indeterminato.

Quindi, anche se è possibile avere degli incarichi di supplenza temporanei è meglio procedere e ottenere il TFA: questo ti permette di ottenere maggiori punti e competenze per l’insegnamento. Che sono molto importanti dato che bisogna affrontare le difficoltà degli studenti con specifiche esigenze.

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    Come funzionano le supplenze senza titolo

    Appurato che c’è la possibilità di fare supplenze senza titolo, anche se con notevoli limitazioni, la domanda successiva è: perché conviene comunque lavorare senza il diploma finale?

    Il primo motivo è quello del punteggio pieno, ottenendo 12 punti per anno scolastico, calcolati con 2 punti al mese dopo i primi 16 giorni continuativi. E il servizio sul sostegno senza titolo vale quanto quello prestato con il titolo o sulla materia ordinaria ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie.

    Poi c’è il discorso della continuità economica e del versamento dei contributi. Nel frattempo fai anche esperienza: impari a gestire le dinamiche della classe e a collaborare con il consiglio di classe.

    Il processo di chiamata è subordinato al fatto che le domande di supplenza sono così numerose che non si riesce a evitare questo passaggio. Quando si esauriscono i docenti specializzati inseriti nella prima fascia delle GPS Sostegno, i dirigenti scolastici attingono dalle graduatorie incrociate.

    I docenti iscritti in queste liste possono ottenere una convocazione per il sostegno. Questo vale anche se non hanno il titolo TFA di specializzazione. La condizione essenziale: il titolo di accesso per la classe di concorso. Come la laurea magistrale del nuovo o vecchio ordinamento con eventuali crediti.

    Non sei nelle GPS? Ci sono gli Interpelli

    Che succede se non hai il nominativo nelle graduatorie provinciali di una specifica provincia o se le liste d’istituto sono esaurite? Puoi lavorare sul sostegno anche senza titolo con gli Interpelli.

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    La vecchia messa a disposizione o MAD è stata sostituita da questo meccanismo per gestire le potenzialità dell’insegnamento. Quando una scuola non trova docenti in prima o in seconda fascia, pubblica sul sito istituzionale un avviso pubblico (l’Interpello) per coprire la cattedra vuota.

    Può partecipare un qualsiasi docente in possesso del titolo di studio idoneo per l’insegnamento, anche se non iscritto nelle graduatorie di quella provincia. Basta monitorare i siti degli Uffici Scolastici Provinciali o delle singole scuole e inviare la propria candidatura seguendo le modalità del bando.

    Per farlo puoi utilizzare tool come Visualping, Distill.io o Page Monitor disponibili come estensioni per browser. Sono strumenti che registrano e comunicano le variazioni delle pagine web selezionate. Come funzionano questi strumenti? Vai sulla pagina Albo Pretorio o News/Circolari delle scuole che ti interessano e selezioni l’area della pagina da monitorare. Appena si pubblica vieni aggiornato.

    Questo percorso rappresenta una delle opportunità più veloci e sottovalutate per iniziare a fare esperienza sul campo, accumulare i primi punti e assicurarsi uno stipendio anche se si parte da zero.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti