L’insegnante nella scuola pubblica italiana è un pubblico ufficiale?

Sì, il docente è considerato come un pubblico ufficiale nel momento in cui è impegnato nelle attività relative all’insegnamento, allo scrutinio e ad altre attività collegate al suo ruolo. L’offesa a un docente può avere conseguenze anche gravi.


Abbiamo l’intelligenza artificiale a scuola ma ci sono ancora dubbi su questo: il docente è un pubblico ufficiale nel momento in cui svolge le sue funzioni ufficiali? La risposta è affermativa. Un insegnante, di qualsiasi grado, nel momento in cui è a scuola impegnato nel suo lavoro è un organo dello Stato.

L'insegnante nella scuola pubblica italiana è un pubblico ufficiale?

Attenzione, questo significa che resta pubblico ufficiale non solo quando fa lezione. Ma anche nel momento in cui è impegnato nelle attività didattiche come gli scrutini, gli incontri scuola/famiglia, la gita scolastica e tutte le operazioni che riguardano lo svolgimento del lavoro collegato all’istituto.

Quali docenti sono pubblici ufficiali?

Tutti. L’insegnante di scuola primaria è un pubblico ufficiale, il professore universitario è pubblico ufficiale. Anche la maestra dell’asilo, come tutti i docenti della scuola pubblica, è considerata un pubblico ufficiale. Aggiungiamo: la Corte di Cassazione (fonte) ha definito questo punto: anche il preside e gli insegnanti delle scuole private legalmente riconosciute o parificate sono pubblici ufficiali.

Situazione un po’ meno delineata per il personale ATA e i collaboratori scolastici che vengono considerati pari al docente solo in alcune fasi del lavoro (come ad esempio la custodia dell’immobile). Ma in altre circostanze svolgono funzioni uguali a quelle di un incaricato di pubblico servizio.

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Quali sono i principi normativi?

Abbiamo raggiunto un punto: il docente è un pubblico ufficiale. Ma cosa significa esattamente? Lo spiega senza tanti giri di parole l’articolo 357 del Codice Penale che suggerisce: “sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa”.

Quindi, chi svolge una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa rientra in questa categoria. Nello specifico, per parlare di pubblico ufficiale servono tre parametri fondamentali:

  • Formazione e manifestazione della volontà della pubblica amministrazione.
  • Poteri autoritativi, deliberativi o certificativi.
  • Potere di rappresentare l’amministrazione verso l’esterno.

Non tutti i dipendenti pubblici sono pubblici ufficiali. Un bidello, un infermiere in ospedale pubblico o un impiegato che fa mansioni puramente esecutive sono incaricati di pubblico servizio (art. 358 C.P.). La differenza è proprio l’assenza dei poteri autoritativi, deliberativi e giudiziari per queste ultime figure.

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Perché il docente è pubblico ufficiale?

Il motivo è semplice: il professore – o più in generale l’insegnante – è pubblico ufficiale perché svolge una funzione essenziale come l’insegnamento per conto dello Stato. Quindi, esercita una funzione pubblica amministrativa nel senso tecnico. La valutazione scolastica non è un atto privato.

Anzi, è l’esatto opposto: viene definito un atto amministrativo che incide sullo status giuridico dello studente. Il lavoro del docente forma e manifesta la volontà dello Stato in materia di istruzione pubblica, esercitando un potere certificativo e producendo degli effetti giuridici ben precisi.

Quando è considerato tale dalla legge?

La buona notizia per i docenti è questa: si è considerati pubblici ufficiali in qualsiasi attività svolta per conto dello Stato. In sintesi, non lo è in generale, come può essere un Carabiniere che resta tale anche se non è in servizio, ma quando esercita attività che hanno natura di pubblica funzione.

  • Tiene gli scrutini e assegna voti.
  • Presiede esami di Stato o commissioni d’esame.
  • Fa lezione come attività didattica ordinaria.
  • Corregge compiti o interroga in aula.
  • Compila e firma registri ufficiali, pagelle, certificati.
  • Partecipa agli organi collegiali con potere deliberativo.

Per definire con chiarezza questi punti è arrivata la sentenza n. 15367 della Corte di Cassazione che ha confermato la qualifica di pubblico ufficiale per l’insegnante, non solo durante le lezioni ma anche quando si eseguono le attività connesse. Come, ad esempio, gli incontri con i genitori.

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    Oltraggio a insegnante: cosa succede?

    Se lavori come insegnante e svolgi una funzione pubblica, allora vieni tutelato come tale. Quindi entra in causa la condizione di oltraggio a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 341-bis del Codice Penale:

    “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

    Questo è inasprito dalla legge n. 25/2024 del Ministero Valditara. Nota come legge Anti-violenza a scuola, questo provvedimento ha come obiettivo la maggior tutela dei docenti nei confronti di aggressioni, offese e minacce nei loro confronti. Tutto questo vale per un qualsiasi membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario nell’esercizio delle funzioni.

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    Violenza o minaccia al docente, cosa cambia?

    Nel caso in cui ci sia un attacco fisico si parla di un reato differente: l’aggressione. Che contempla violenza o minaccia a pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio.

    Questo aspetto, sicuramente più grave, è volto a costringere a fare qualcosa contrario ai propri doveri, o a omettere un atto dell’ufficio o del servizio. Ed è definito dall’articolo 336 del Codice Penale.

    La pena comporta una reclusione da 6 mesi a 5 anni, la pena aumenta della metà se a commettere il fatto è un genitore o un tutore legale verso un dirigente scolastico o un membro del personale docente e non solo: si include quello educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti