Scuola: come funziona il divieto degli smartphone in classe?
Per il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, lo smartphone è uno strumento da vietare durante le ore scolastiche. Dal 2025 è stato definito il divieto di utilizzo del cellulare durante l’orario scolastico anche a fini didattici. E sono state disposte sanzioni per chi non rispetta questa regola.
Il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico, per gli studenti e gli alunni di qualsiasi grado scolastico, è iniziato dal primo settembre 2025 come risposta alla nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024. Questo per far fronte alle preoccupazioni relative ai danni causati dai cellulari.

O quantomeno dall’uso degli smartphone durante le ore di lezione. In effetti, è plausibile pensare che un uso smodato e non regolato di questi dispositivi – per altro connessi a internet e con app di qualsiasi tipo se parliamo di cellulari personali – può essere deleterio per l’attenzione in aula.
Quali sono le disposizioni individuate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito? Cosa ha definito la circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 per indicare la strada da seguire agli istituti? E come dovrebbero comportarsi gli alunni e i docenti in relazione alle nuove regole per vietare i telefonini in aula?
Il divieto esteso a tutte le scuole
Il giro di vite per bloccare l’uso degli smartphone in aula è stato dato dalla già citata circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 emessa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Il documento, firmato da Giuseppe Valditara, estende le restrizioni sull’uso degli smartphone. Infatti, i divieti erano già previsti per scuola primaria e secondaria di primo grado, ora riguardano anche scuole di secondo grado.
Quindi, il sanzionamento dei cellulari in aula adesso interessa le scuole superiori. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire la concentrazione degli alunni, evitare distrazioni legate all’uso non adeguato dei dispositivi personali durante le ore di lezione e migliorare la qualità della didattica.
Qual è il compito della scuola nel divieto?
Secondo il Ministero, il ruolo del singolo istituto scolastico diventa centrale. Infatti, si invitano ad aggiornare i regolamenti interni per adeguare le norme e il Patto di Corresponsabilità Educativa in modo da integrare queste nuove direttive. In sintesi, queste sono le linee guida e ogni istituto le applica come meglio crede per ottenere il risultato finale. Delineando anche le sanzioni necessarie.
È rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure organizzative atte ad assicurare il rispetto del divieto in questione.
In altre parole, queste sono le regole. Ora dovete farle rispettare. Il Ministero, però, suggerisce che il divieto all’uso degli smartphone da parte degli alunni non esaurisce il compito della scuola. Infatti, si invita a rafforzare le azioni per educare all’uso responsabile e consapevole dello smartphone.
Cos’è il patto di corresponsabilità?
Con il divieto dell’uso del telefonino in classe viene citato il Patto di Corresponsabilità Educativa con l’accordo tra l’istituzione scolastica, gli studenti e le famiglie. In sintesi, è un indicatore etico e civile per aiutare le parti a rispettare determinati doveri e responsabilità per il buon andamento della vita scolastica. Attraverso questo documento, la scuola spiega perché viene limitato l’uso dei cellulari.
Lo si fa per favorire la didattica, prevenire il cyberbullismo e migliorare la socializzazione. Il documento serve a responsabilizzare i genitori. Viene chiesto di supportare la scuola nel far capire ai figli che lo smartphone non è un giocattolo da usare in classe, ma uno strumento che va regolamentato.
In questo contesto, il Patto di Corresponsabilità è lo strumento che trasforma il divieto del Ministro in una regola condivisa dalla comunità scolastica locale, garantendo coesione tra docenti e genitori proprio in virtù del fatto che questo documento viene firmato contestualmente all’iscrizione a scuola.
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Ci sono delle eccezioni da segnalare?
L’uso dei dispositivi mobili non è vietato in modo assoluto, ci sono delle opzioni che consentono agli alunni e ai docenti di utilizzare questi dispositivi ma il percorso è fortemente regolamentato.
Finalità Didattiche
L’utilizzo dello smartphone in aula è consentito, ad esempio, se questo strumento è funzionale allo svolgimento delle attività previste dal piano di studi e sotto la diretta supervisione dei docenti.
Inclusione degli alunni
Gli studenti con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono esclusi dal divieto di uso degli smartphone in aula se lo strumento in questione sia previsto come supporto compensativo.
Altri strumenti digitali
Resta confermato l’uso in aula di pc, tablet e lavagna elettronica nel rispetto delle esigenze didattiche. In modo da seguire le modalità programmate dalle scuole con la propria autonomia organizzativa.
Cosa succede se un alunno usa il telefono?
Il regolamento interno è il riferimento per l’entità della sanzione. Il Ministero lascia all’autonomia scolastica il compito di gestire questo aspetto. Quindi non esiste una risposta uguale e unica per ogni situazione. Ad esempio, l’Istituto d’Istruzione Superiore F. Filelfo impone che, al momento dell’ingresso in aula, il telefono deve essere spento e messo negli armadietti chiusi a chiave.
Poi, lo studente sorpreso a utilizzare un secondo cellulare in classe sarà sanzionato con una nota disciplinare. In caso di reiterazione è prevista la sospensione. Da notare che esistono delle note specifiche anche per la diffusione di foto, video e audio di alunni e operatori scolastici.
Un altro esempio di conseguenze legate all’uso del cellulare in classe arriva dall’Istituto di Istruzione Superiore Galilei Pacinotti di Pisa: al primo caso c’è annotazione sul registro elettronico come nota generica, poi come nota disciplinare. Con il secondo richiamo ci sono conseguenze sul voto di condotta. In questo caso, però, gli smartphone devono essere conservati nello zaino degli studenti.
