Sono dipendente pubblico: posso essere socio di una Srl?

Chi lavora nella PA può essere socio di una Srl, ma anche di altre tipologie di società, a patto che non ricopra ruoli particolarmente impegnativi e di responsabilità. Come, ad esempio, quelli gestionali o amministrativi. La semplice partecipazione di capitali non richiede neanche il permesso ai responsabili.


Sì, il dipendente pubblico può essere socio Srl ma ci sono dei paletti. Sappiamo che, in molti casi, chi lavora nel pubblico impiego desidera affiancare alla propria attività professionale e stabile presso gli uffici statali la propria evoluzione personale. Ad esempio, possiamo ricordare che un dipendente pubblico può aprire una partita IVA e pubblicare un libro. A patto che non ci siano interferenze.

Un dipendente pubblico può essere socio di una Srl?

A regolare tutte le attività professionali parallele di un dipendente pubblico è sempre il principio del conflitto d’interesse. Lo Stato si assicura che i propri dipendenti siano focalizzati sulla propria attività principale e che non ci siano influenze tra il secondo lavoro e quello principale. Non devono esserci interferenze e conflitti d’interesse. Quindi, il dipendente pubblico può essere socio di una Srl?

I riferimenti normativi che ci interessano

Per avere un’idea chiara della possibilità concessa a un pubblico dipendente di operare oltre i confini del proprio lavoro dipendente dobbiamo prendere in considerazione alcune fonti. Nello specifico, ci riferiamo all’articolo 53 del Dlgs 165/2001 (Testo unico del pubblico impiego) che riprende gli articoli 60 e seguenti del Dpr 3/1957. Cosa possiamo scoprire leggendo con attenzione la normativa?

“L’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del ministro competente.”

Questa è la base di partenza, il principio che permette alla Pubblica Amministrazione di gestire i limiti di attività parallele ed eventuale secondo lavoro dei dipendenti pubblici. C’è da aggiungere, però, che gli articoli successivi al 60esimo ci suggeriscono delle opzioni e delle possibilità differenti. Ad esempio, come ci ricorda il passaggio successivo, il divieto non si applica alle società cooperative.

Da leggere: come lavorare in comune come dipendente statale

Divieti e possibilità per il dipendente pubblico

Chi lavora con la Pubblica Amministrazione non può essere amministratore di una società commerciale, e neanche socio responsabile o con delle responsabilità particolari. Vietato essere socio accomandatario in una Sas. Ma a fronte di questi impedimenti ci sono anche una serie di possibilità.

Ad esempio, il dipendente pubblico può essere socio senza poteri di amministrazione sia in una società a responsabilità limitata ma anche in una Spa. E può essere socio accomandante in una Sas (società in accomandita semplice) dove il socio non risponde direttamente di eventuali debiti contratti.

La logica che si trova dietro queste regole: lo Stato vuole evitare conflitti di interesse e garantire che il dipendente non trascuri il lavoro pubblico per dedicarsi ad attività private. Violare questi divieti, ovviamente, può portare a sanzioni disciplinari importanti che possono arrivare al licenziamento.

Per questo motivo, prima di prendere iniziativa, conviene sempre affrontare la questione con l’ufficio personale e con chi ha le competenze per chiarire se una determinata attività è consentita o meno.

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    Cosa succede al lavoro con tempo parziale?

    Come puoi facilmente intuire, il limite è l’incompatibilità con l’attività principale. Un dipendente pubblico non può essere amministratore di qualsiasi società commerciale o con responsabilità illimitata. Quindi niente società di persone come Snc o la già citata figura di socio accomandatario in Sas.

    Però può essere socio di una Srl senza cariche amministrative e di una Spa evitando poteri di amministrazione. Ma anche accomandante in una Sas che investe senza gestire la società.

    Tutto questo, però, viene meno se stiamo parlando di un contratto di lavoro a tempo parziale. E non superiore al 50% del full time. In pratica, se lavori part-time puoi essere socio lavoratore di una Srl.

    Da leggere: la differenza tra dipendente pubblico e statale

    Perché quest’esigenza di fare due lavori?

    Ci chiediamo spesso – o meglio, i dipendenti statali se lo chiedono – come gestire la propria attività nella PA con lavori secondari, partite IVA, pubblicazioni di opere personali e partecipazioni societarie.

    Questo dipende da diversi fattori: in primo luogo, per chi si trova ai gradini più bassi, ci possono essere delle necessità in termini di stipendio (ecco chi guadagna di più e chi di meno). Anche gli orari possono agevolare una seconda attività, considerando sempre i limiti imposti dalla propria professione.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per dipendenti pubblici