I dipendenti pubblici possono aprire partita IVA?

In Italia, i dipendenti pubblici possono aprire una partita IVA ma ci sono dei limiti ben precisi. Limiti che vengono delineati dal D.Lgs. 165/2001, che definisce il rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici in relazione ad altre attività retribuite.


Spesso, il dipendente pubblico è interessato alla possibilità di aprire una partita IVA. In modo da svolgere delle attività professionali parallelamente al lavoro già in essere come impiegato dello Stato. In questo modo può migliorare il proprio stipendio e seguire un’attività correlata nelle ore libere.

Dipendente pubblico e partita Iva

Non è un’esigenza così strana dato che, in molti casi, gli stipendi della Pubblica Amministrazione non sono idilliaci. Nel settore privato c’è un buon margine di azione; come dipendente pubblico, invece, i limiti per chi decide di aprire o mantenere la partita IVA sono importanti. Vuoi approfondire?

In sintesi, si può aprire p.IVA?

Proviamo a rispondere subito: i dipendenti pubblici possono avere una partita IVA per un lavoro extra-orario? Non esiste un divieto specifico per quelli con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno. Piuttosto, ci sono numerosi vincoli che in molti casi rendono impossibile procedere.

Molti contratti contengono una clausola di esclusività che impedisce al dipendente di effettuare molte attività, che potrebbero essere in contrasto con etica e gestione pratica del proprio lavoro come dipendente della PA. Inoltre, il lavoro come libero professionista è vietato se si creano conflitti d’interesse e se si mette in discussione l’efficienza del proprio operato. Le regole, come vedremo, sono più flessibili per chi opera come part-time e per alcune professioni come insegnanti e medici.

I quali, ad esempio, possono svolgere attività extra orario di lavoro nelle strutture pubbliche in condizione di intramoenia. Ovvero, usando strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale.

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Esclusività del rapporto di lavoro

Per verificare le regole della relazione tra dipendente pubblico e partita IVA bisogna approfondire il Decreto n.3 del 10 gennaio 1957 che delinea il rapporto di lavoro dei lavoratori pubblici. E, nello specifico, si concentra sui temi dell’incompatibilità, del cumulo di impieghi e incarichi.

“L’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del ministro competente”.

Il concetto principale riguarda il vincolo esclusivo che il dipendente della Pubblica Amministrazione ha con il suo datore di lavoro, ovvero lo Stato. Ci sono dei doveri e delle responsabilità, ma in alcuni casi anche dei conflitti d’interesse, che impongono grande premura nel concedere la possibilità di gestire determinate attività a tempo pieno e con carattere di professionalità tale da aprire una p. IVA.

Da leggere: come funziona il congedo parentale per dipendenti pubblici

Autorizzazione dell’amministrazione

Uno dei pilastri della relazione tra dipendente pubblico e lavoro autonomo con partita IVA: l’autorizzazione preventiva dall’ente di appartenenza. Per fare un’attività extra, è necessario informare i diretti superiori e ottenere il via libera. Questo passaggio è delineato dal D.lgs. 165:

“I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi”.

Come puoi comprendere dall’estratto, il passaggio fondamentale riguarda la necessità di verificare eventuali condizioni di conflitto tra l’attività come dipendente pubblico e libero professionista.

Il tutto deve essere delineato intorno alla necessità di confermare alcuni punti: il soggetto non deve svolgere attività vietate, in conflitto d’interesse con il suo compito e che impegnano troppo tempo. In caso di inadempienza e mancata comunicazione, il compenso andrà nel conto dell’amministrazione di appartenenza del dipendente. Questo al netto di eventuali sanzioni disciplinari.

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    Attività da avviare senza permesso

    Come sottolinea il già citato D.lgs. 165, esistono delle operazioni che non rientrano nelle incompatibilità per il dipendente della PA. Quindi, è possibile godere dei compensi derivanti da:

    • Collaborazione con giornali o riviste.
    • Opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
    • Partecipazione a convegni e seminari.
    • Rimborso delle spese documentate.
    • Formazione agli assunti dalla PA.

    Ovviamente, sono ammessi i compensi che derivano da incarichi gestiti in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo. In linea generale, possiamo dire che non c’è un esplicito divieto ad aprire la partita IVA per un dipendente pubblico, solo che esistono numerosi paletti da affrontare.

    Chi è agevolato nell’apertura della p.IVA?

    Ci sono delle figure che hanno una corsia preferenziale per svolgere attività parallele a quella di dipendente della Pubblica Amministrazione. Sono gli assunti con contratto part-time.

    Chi effettua una prestazione lavorativa pari o inferiore al 50% dell’orario di lavoro ha maggiori opportunità di gestire partita IVA a patto che non ci sia un conflitto d’interesse. Senza dimenticare che esistono una serie di attività vietate a tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

    Questo a prescindere dal regime dell’orario di lavoro. I casi sono elencati nel documento ufficiale della Funzione Pubblica e riguardano le attività che interferiscono con l’operatività ordinaria, si svolgono durante il lavoro principale o utilizzando mezzi ed attrezzature di proprietà dell’amministrazione.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per dipendenti pubblici