Cos’è e come funziona il congedo parentale per dipendenti pubblici

Il congedo parentale è un diritto di tutti i lavoratori con contratto di lavoro nel settore pubblico o privato. Obiettivo: aiutare i neo genitori nelle prime fasi di vita del bambino. Per gli statali, però, ci sono delle notizie da valutare con attenzione.


Spesso si parla di crisi delle nascite e inverno demografico, tendenze che riguardano una bassa natalità. Le dinamiche che si trovano dietro a queste condizioni sono tante ma, per fortuna, ci sono ancora dei diritti che incentivano la genitorialità. Come il congedo parentale per i dipendenti.

congedo parentale per i dipendenti

Grazie a questa opzione, infatti, chi ha un contratto di lavoro stabile con un’azienda pubblica o privata, può ottenere un certo periodo di pausa dall’attività professionale per prendersi cura del bambino o della bambina. Si tratta di una proposta con dei confini che variano di anno in anno, infatti ci sono delle novità che riguardano proprio il congedo parentale per i dipendenti pubblici e privati.

Cos’è il congedo parentale, una definizione

Come conferma l’INPS, il congedo parentale per dipendenti pubblici e privati è un periodo di pausa dal lavoro con retribuzione parziale che viene concessa ai genitori dopo la nascita di un figlio o una figlia. Questa astensione dal lavoro ha una natura facoltativa. Come obiettivo abbiamo la soddisfazione dei bisogni che si definiscono nel momento in cui nasce un nuovo membro della famiglia.

Per chiedere il congedo parentale bisogna fare domanda all’INPS. Puoi effettuare l’operazione sul sito web, ma anche chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure il 06 164 164 da mobile. Puoi fare lo stesso tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto di previdenza sociale.

Da leggere: come contattare l’INPS via telefono o email

Cosa non si può fare in questo periodo?

Essendo il congedo parentale un tempo da dedicare alla cura dei figli, viene impedito al lavoratore di svolgere un’attività personale come ad esempio un secondo lavoro. Ciò non significa dover rimanere a casa 24 ore su 24 come quando si è in malattia. Ma non si può utilizzare il tempo a disposizione per svolgere delle attività che, in realtà, non ti consentono di prenderti cura dei figli.

Inoltre, sono esclusi dalle misure di supporto tipiche del congedo parentale i genitori con rapporto di lavoro cessato o sospeso, i lavoratori domestici e quelli che lavorano da casa (a domicilio).

Quanto tempo dura il congedo parentale?

Questa forma di sostegno per la genitorialità può essere richiesta fino al 12esimo anno di età di ogni singolo figlio. Quindi più prole equivale a più congedi parentali. Il periodo massimo è di 6 mesi, il padre può arrivare a 7 se esclude la fruizione continuativa e un frazionamento di almeno 3 mesi.

Se entrambi i genitori usufruiscono dell’indennità, la somma dei mesi totale è di 10, non 12. La legge 24 del dicembre 2012, n. 228, ha aggiunto la possibilità di frazionare a ore il congedo.

Nel caso in cui la domanda sia fatta da un genitore solo, quindi anche chi ha l’affido esclusivo dei figli, il periodo copre un totale di 11 mesi, questo per un tempo continuativo o frazionato.

Rispetto, invece, a quando può iniziare il congedo parentale, ricordiamo che questa misura di tutela per la famiglia e per il benessere dei figli può essere richiesto per lo stesso giorno da entrambi i genitori. Quindi, i periodi di astensione dal lavoro possono anche combaciare tra i coniugi.

PRESTITO SU MISURA

PER DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI

Simulazione gratuita in 1 minuto

    *campi obbligatori

     
    Dichiaro di aver letto l'informativa trattamento dati personali con riferimento al servizio richiesto.
    Dichiaro di prestare consenso al trattamento dati personali al fine di ricevere informazioni sui prodotti offerti.

    Quanto è lo stipendio con il congedo parentale?

    Qui si concentrano alcune delle novità più interessanti per quanto concerne l’indennità parentale. La prima domanda dei dipendenti è questa: quanti giorni di congedo parentale sono retribuiti al 100%? La risposta è semplice, il primo mese. Poi si abbassa la soglia del reddito percepito.

    In passato questa era la regola. Il congedo è disponibile, anche frazionato, per massimo 6 mesi: per intero durante i primi 30 giorni, al 30% per gli ultimi 5 mesi. Nel 2024, con la legge di bilancio citata anche dalla circolare INPS, sono quindi previsti due mesi di congedo parentale pagati all’80%.

    Nel 2025 si rafforzano le misure a favore della famiglia: anche il sito web Brocardi.it ci ricorda che nella nuova legge di bilancio il congedo parentale dà il benvenuto al terzo mese pagato all’80% della retribuzione media giornaliera (RMG) da usare entro sei anni dalla nascita o adozione del bambino/a.

    Differenza tra maternità e indennità parentale

    Quindi, qual è la differenza tra congedo parentale e maternità? Il primo è un vantaggio facoltativo che vale sia per lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato. La maternità è il periodo di pausa obbligatoria dal lavoro solo per le donne durante la gravidanza e il puerperio (2 mesi prima e 3 dopo il parto). Durante l’assenza, viene percepita un’indennità economica sostitutiva.

    Dott. Silvio Parisella

    Sono un agente finanziario specialist inscritto all'albo OAM A4128. Mi occupo di prestiti dal 2005 con particolare attenzione al comparto sanità. Ho finanziato migliaia di medici, infermieri presenti in tutta Italia attraverso i prodotti di Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
    Categories
    categoria: Notizie per dipendenti pubblici