Come gestire i comportamenti inadeguati degli alunni

Gli alunni indisciplinati e che fanno registrare dei comportamenti inadeguati dovrebbero essere guidati verso la comprensione di ciò che è stato fatto. Ma quali sono gli strumenti in mano ai docenti per far rispettare le regole?


Essere docente è sicuramente un lavoro impegnativo, una missione più che una professione. Infatti, il compito dell’educatore non è mai semplice. Soprattutto quando bisogna affrontare i comportamenti inadeguati degli alunni che rischiano di diventare una sfida continua nei confronti dell’autorità.

Come gestire i comportamenti inadeguati degli alunni

In determinati contesti i professori sono esattamente questo: il simbolo del potere da sfidare. Per dimostrare qualcosa al gruppo, per un disagio personale, per un motivo ancora diverso come l’incapacità di comunicare in modo differente la propria difficoltà. In ogni caso questo problema esiste.

Quindi, deve essere affrontato per diversi motivi. In primo luogo per permettere al docente di vivere serenamente il proprio lavoro. Poi, per consentire agli altri alunni di godere del percorso didattico. Cosa fare di fronte ai comportamenti scorretti di uno o più alunni? Note e sospensioni funzionano?

Cos’è un comportamento inadeguato?

In ambito scolastico, il comportamento inadeguato o scorretto degli alunni deve essere inteso come una condotta non consona con l’equilibrio necessario per condurre una lezione serena. Ad esempio, possiamo includere nella lista delle possibili attività sanzionabili l’aggressività verso docente o compagni, la non collaborazione nei confronti degli impegni, la distrazione continua, l’irritabilità.

Un documento scolastico ufficiale del Canton Ticino identifica in modo netto i confini del comportamento inadeguato a scuola. E in questa categoria include “condotte, parole, atti, gesti, scritti capaci di arrecare offesa alla personalità, alla dignità o all’integrità fisica, psichica o sessuale”.

Quali sono i rischi di questi comportamenti?

I comportamenti inadeguati degli alunni indicano, sostanzialmente, una difficoltà più o meno estesa nel condurre serenamente la lezione. I casi estremi possono portare a conseguenze differenti. Ad esempio, la violenza fisica può mettere in pericolo l’incolumità dei compagni e dei docenti.

La violenza verbale, invece, provoca una condizione di umiliazione e stress a causa di minacce, insulti, umiliazioni anche reiterate che possono sfociare in un malessere diffuso. Fino a raggiungere casi di bullismo o di oltraggio al docente (un pubblico ufficiale) che portano conseguenze gravi

Quali sono le tipologie di comportamenti?

Come segnalato anche da questo documento del Ministero dell’Istruzione e del Merito – sezione scolastica dell’Emilia Romagna – possiamo parlare di diversi tipi di attività problematiche.

  • Non problema: comportamenti comuni e di breve durata, come brevi disattenzioni o chiacchiere durante le transizioni tra attività, che non interferiscono con l’apprendimento e la didattica.
  • Problema minore: azioni che violano le regole della classe tipo parlare ad alta voce o alzarsi durante la lezione. Se si verificano raramente, non disturbano significativamente le attività degli studenti.
  • Problema grave: azioni che disturbano l’attività didattica e interferiscono con l’apprendimento, ma che sono limitati a un singolo studente o a un piccolo gruppo.
  • Problema dilagante: comportamenti, piccoli o grandi, abituali che sono diventati una minaccia per l’ordine e l’ambiente didattico. Ad esempio, studenti che si muovono liberamente per l’aula.

Il docente si trova di fronte al dubbio: intervenire o meno, cosa fare? In alcuni casi lasciar correre può sembrare la soluzione migliore ma può essere interpretata come una mancanza di personalità.

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    Tecniche per affrontare questi problemi

    Il già citato documento suggerisce una serie di indicazioni che possono aiutare docenti e professori a limitare i comportamenti inadeguati e problematici degli alunni. In primo luogo si interviene sulle regole: devono essere poche, semplici. Limitando i divieti e proponendo atteggiamenti virtuosi.

    Coinvolgere gli studenti nelle attività didattiche e creare un ambiente positivo aiuta a prevenire queste situazioni. Che, però, possono comunque palesarsi. I comportamenti lievi andrebbero ignorati, quelli leggermente più invadenti disinnescati. In che modo? Avvicinandosi fisicamente allo studente, fare un cenno con lo sguardo o stabilendo il contatto visivo per segnalarne la disapprovazione.

    L’idea è quella di utilizzare gesti, tono della voce, prossemica e mimica per comunicare come comportarsi senza interrompere la lezione. Anche il leggero umorismo non offensivo e il cambio di registro durante la lezione può essere d’aiuto per snellire la tensione e l’aumento delle ostilità.

    L’idea di base è quella di ridurre l’evoluzione intervenendo subito sui problemi minori con il minor impatto negativo possibile. Questo è possibile valutando se gli alunni hanno le competenze per svolgere determinati compiti, ma anche facendo comprendere agli studenti che i comportamenti inadeguati hanno delle conseguenze dirette sul rendimento scolastico.

    Come segnalare comportamenti scorretti

    Parlare con lo studente per capire le motivazioni alla base di tutto e trovare soluzioni condivise è un buon modo per intervenire nel caso in cui ci siano dei problemi individuali. È importante scegliere sempre l’intervento meno invasivo possibile e rompere il circolo che porta il singolo a trovare approvazione di un eventuale comportamento non collaborativo durante la lezione.

    Se un’interruzione provoca una reazione che suscita ilarità, questo sarà preso come un riferimento rafforzativo che porterà a ripetere l’evento. Iniziare a lavorare su questi punti è un buon modo per disinnescare eventuali acutizzazioni del problema. Che, in ogni caso, può diventare un caso concreto.

    Come segnalare alle autorità condizioni problematiche che vanno oltre il tuo intervento? Il punto di riferimento deve essere sempre il dirigente scolastico. Questo vale sia per comportamenti scorretti nei confronti del docente – pubblico ufficiale in servizio – ma anche verso altri alunni.

    Gli insegnanti sono legati da un dovere costituzionale di collaborazione per la tutela del minore. Per questo, come suggerisce il SAESE, ovvero il Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia, è importante riferire con lettera scritta e protocollata al dirigente la notizia di reato.

    Dott. Mario Gallo

    Sono un agente finanziario inscritto all'albo OAM con numero A12663, collaboratore del dott. Silvio Parisella, agente Prexta S.p.A. Gruppo Bancario Mediolanum. Mi occupo di Prestiti NoiPa per dipendenti della pubblica istruzione dal 2016 e ho finanziato migliaia di insegnati, collaboratori scolastici e personale amministrativo in tutta Italia. I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.
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    categoria: Notizie per insegnanti